classifica Censis per l'area di Scienze Giuridiche 2015

Desiderate iscrivervi a un corso di laurea triennale dell’area di Giurisprudenza? Scegliete Bologna. Se invece preferite un corso magistrale a ciclo unico, optate per Macerata. Questo è il verdetto delle classifiche Censis-Repubblica 2013, da quest’anno sdoppiate a causa dell’abolizione delle facoltà per effetto della legge n. 240 del 30 Dicembre 2010. La graduatoria dei corsi triennali valuta la qualità di quelli appartenenti alla classe di Scienze dei Servizi Giuridici (L-14), mentre quella dei corsi magistrali a ciclo unico esprime un giudizio sulle lauree della classe di Giurisprudenza (LMG/01).

Come detto, per quanto riguarda i corsi triennali, la classifica Censis per l’area di Giurisprudenza 2013 mette al primo posto l’Università di Bologna, assegnandole un punteggio di 108,9. Sul podio finiscono anche Siena, seconda – ma abbastanza staccata – con 95,6 di media, e la Bicocca di Milano, che è terza con 93,3 punti. Dal quarto al decimo posto si sono poi piazzate Torino (92,8), Padova (92,6), la Seconda Università di Napoli (90,6), Firenze (88,2), Modena e Reggio Emilia appaiata con l’Università dell’Insubria (entrambe con 86,6), Macerata e Genova (decime a pari merito con 85,5).

Le posizioni centrali della classifica Censis dei corsi triennali dell’area di Giurisprudenza 2013 spettano a Bergamo (85,4), Brescia (83,2), Urbino (81,8), all’Università del Piemonte Orientale (81,4) e a quelle di Pisa (81,3), Teramo (80,9), Verona (80,1), L’Aquila (79,9), Foggia (78,9) e Ferrara (78,2). Più in basso si sono collocate Perugia (76,4), la Statale di Milano (76,2), l’Università di Chieti e Pescara (75,6), Cassino (74,5), Bari (73,9), l’Università del Molise (73,3) e quelle di Messina (73,1) e Cagliari (72,2). Le ultime tre posizioni della graduatoria sono occupate, invece, da Pavia (72,1), Camerino (69,9) e Roma Tre (68).

Per quanto riguarda la laurea magistrale a ciclo unico, dopo Macerata, che ottiene 105 punti di media, la classifica Censis per l’area di Giurisprudenza 2013 mette al secondo posto Modena e Reggio Emilia (101,5) e al terzo Trieste e Genova (100). Scorrendo la graduatoria si incontrano poi, nell’ordine, Trento (96,5), Torino (94,5), Pisa e l’Università dell’Insubria (entrambe con 93,5 punti), Bologna e Firenze (appaiate con una media di 91), Brescia (90,5), la Statale di Milano (89), Pavia (88,5), Perugia (88), Bergamo (87,5), Sassari (87), la Bicocca di Milano e Verona (diciassettesime a pari merito con 86,5) e Parma (86).

Nel cuore della classifica Censis dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico dell’area di Giurisprudenza 2013 sono finite Siena e Cagliari (85), seguite da un quartetto – che ha riportato il medesimo punteggio di 84,5 – costituito da Urbino, “La Sapienza” di Roma, Camerino e l’Università del Salento. Più in basso si sono piazzate Padova (84), Roma Tre (83,5), Messina (82,5), l’Università del Piemonte Orientale (81) e poi – tutte con una media pari a 80,5 – Ferrara, Udine, Roma “Tor Vergata” e Teramo.

La parte finale della classifica Censis dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico dell’area di Giurisprudenza 2013 vede, nell’ordine, l’Università della Calabria (77), la “Federico II” di Napoli a pari merito con l’Università di Reggio Calabria (76,5), Palermo (76), Catanzaro (74,5), la Seconda Università di Napoli insieme a quelle del Molise e di Bari (74), Cassino (72,5), Catania e l’Università del Sannio (a pari merito, con una media di 71 punti). Agli ultimi tre posti della classifica Censis dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico dell’area di Giurisprudenza 2013 ci sono, infine, Foggia (70,5), Salerno (69,5) e l’Università di Napoli “Parthenope”, che chiude la classifica con 67 punti.

L’identikit del laureato in Giurisprudenza. Secondo i dati dell’ultima indagine condotta da AlmaLaurea sui laureati di primo livello, c’è una maggioranza femminile (62 per cento del totale) e una prevalenza di coloro che provengono dai licei classico (33,5 per cento del totale) e scientifico (32,2 per cento). La nota dolente è che il 73,5 per cento dei laureati è andato almeno un anno fuori corso (con il 20,3 per cento che addirittura ha “sforato” di 5 o più anni).

Sbocchi professionali. I laureati in Giurisprudenza possono puntare a diverse carriere: da quelle nella Pubblica amministrazione all’inserimento in organizzazioni internazionali, passando per l’impiego negli uffici legali o nell’area amministrazione di aziende private, fino all’esercizio della professione di consulente del lavoro. Quelli che hanno completato un percorso di studi di secondo livello, inoltre, possono esercitare la professione di avvocato o quella di notaio (dopo aver conseguito le relative abilitazioni), oppure possono tentare il concorso per l’accesso alla magistratura.