studenti genovesi gigolo' per pagare universita'

Ricevevano i propri “clienti” nei pressi della facoltà di Medicina, che frequentano, i due studenti dell’Università di Genova trasformatisi in gigolò per pagarsi gli studi. Avevano messo un’inserzione su un popolare sito di annunci, attraverso il quale promuovevano i propri “servizi”, che poi prestavano tra le mura di alcuni appartamenti situati nelle vicinanze della sede universitaria.

Dopo i sospetti della polizia postale, i due giovani sono poi stati colti dalle forze dell’ordine in flagranza di reato. Interrogati sulla loro “attività” i due studenti, entrambi venticinquenni e stranieri, hanno dichiarato di essersi messi a fare i gigolò per potersi pagare l’università e realizzare il sogno di diventare medici.

Il via vai dagli appartamenti del quartiere San Martino, del resto, era intenso e non poteva passare del tutto inosservato il fatto che i due studenti dell’Università di Genova ricevessero “visite” da parte di persone delle più diverse età ed estrazioni sociali. Nell’annuncio che i due gigolò avevano pubblicato online, si proponevano come “compagni” in giochi erotici e partner per rapporti omosessuali. Il tutto con il beneplacito del proprietario delle case, che prendeva anche una percentuale sui guadagni.

Le tariffe delle prestazioni sessuali dei due studenti-gigolò andavano dai 30 ai 50 euro, denaro che serviva loro per pagare le tasse dell’Università di Genova e sostenere le spese di vitto e alloggio, come i due hanno spiegato alla polizia. Il proprietario degli appartamenti è stato indagato a piede libero per favoreggiamento della prostituzione.

La storia dei due studenti dell’Università di Genova trasformatisi in gigolò per riuscire a pagare le tasse deve far riflettere. Vicende del genere sembravano lontane da noi e quando ne arrivava notizia, per lo più dal mondo anglosassone (dove studiare costa nettamente più caro), ci stupivamo e ci indignavamo. Da qualche anno a questa parte, però, anche in Italia le rette degli atenei diventano sempre più salate, al punto che molti non ce la fanno più a sostenere la spesa. La maggior parte, allora, rinuncia al sogno della laurea, come testimoniano i dati sulle immatricolazioni. Ma c’è anche chi è disposto a tutto pur di raggranellare le somme necessarie, perfino a vendere il proprio corpo.