gelosia stalking corteccia cerebrale

Chi non è mai stato geloso in vita sua? A volte però quello che, entro certi limiti, è un sentimento del tutto naturale degenera in comportamenti aggressivi quali lo stalking, l’omicidio o il suicidio. Capita infatti che alcuni soggetti non riescano ad accettare la perdita della persona amata o vedano ogni atteggiamento del partner come un fattore di rischio per il rapporto di coppia. In quei casi si dice che la gelosia è delirante e genera reazioni estreme, e spesso molto pericolose, per l’amato o per il soggetto stesso.

Secondo una ricerca italiana, curata dal Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell’Università di Pisa, questo tipo di gelosia ossessiva sarebbe causato da uno squilibrio a livello della corteccia cerebrale. Gli studiosi toscani, in particolare, hanno analizzato quali sono le aree del cervello coinvolte per riuscire a riconoscere i soggetti a rischio. Il disturbo che porta allo stalking è stato definito “sindrome di Otello”, dal nome del famoso personaggio shakespeariano, ed è legato a una disfunzione della corteccia frontale ventro-mediale, che controlla i processi cognitivi e affettivi. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista CNS Spectrums, della Cambridge University Press.

I primi risultati sono stati possibili grazie all’elaborazione di un modello teorico basato sull’osservazione di pazienti schizofrenici, alcolisti e malati di Parkinson, nei quali sono molto comuni le manifestazioni di gelosia delirante. “L’indagine empirica della basi neurali della gelosia è solo all’inizio – chiarisce Donatella Marazziti, curatrice della ricerca insieme a Michele Poletti, Liliana Dell’Osso, Stefano Baroni e Ubaldo Bonuccelli – e ulteriori studi sono necessari per chiarirne le radici biologiche”.

L’intenzione degli scienziati dell’Università di Pisa è capire esattamente quale sia lo squilibrio biochimico che interessa la corteccia cerebrale e trasforma un sentimento assolutamente comune come la gelosia in una pericolosissima ossessione. Una maggiore conoscenza dei circuiti cerebrali e delle alterazioni biochimiche legate alla gelosia delirante potrebbe così aiutare a identificare precocemente i soggetti potenzialmente a rischio di commettere il reato di stalking o di avere comportamenti violenti verso il partner, contribuendo ad arginare il fenomeno dei crimini passionali, un’autentica emergenza anche da noi in Italia.