I ministri Tremonti e Gelmini

Sono 40mila i docenti precari della scuola e dell’università che hanno notificato una diffida al ministro dell’Istruzione per la loro stabilizzazione in ruolo, richiedendo 30.000 euro ciascuno a titolo di risarcimento per gli anni di precariato trascorsi. Si parla della più grande class action intentata in Italia contro provvedimenti ministeriali.

I ministri Gelmini e Tremonti però sembra vogliano respingere l’ondata di ricorsi evitando di dover mettere mano al portafogli, dando al tempo stesso una risposta se non definitiva di certo di svolta sul fronte del reclutamento. Per farlo, ministero dell’Istruzione ed Economia stanno lavorando febbrilmente in queste ore a un piano precari così strutturato: da un lato una modifica normativa che depotenzi il contenzioso intentato dai supplenti per ottenere risarcimenti o addirittura l’assunzione in pianta stabile; dall’altro, un decreto pluriennale di assunzioni sui posti liberi e disponibili sia dei docenti che del personale Ata.

Una doppia partita che deve concludersi in tempi brevi non solo per questioni giudiziarie (sta partendo la class action dei precari contro il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini) ma anche burocratiche (le eventuali assunzioni per il prossimo anno vanno fatte entro luglio).

Quindi sul fronte del contenzioso dei precari è in fase di presentazione alla camera un emendamento del governo che esclude dal novero i contratti a tempo determinato. Ecco perché Istruzione e Tesoro potrebbero avere la necessità di inserire già all’interno di questo emendamento un rinvio al piano di assunzioni.

In questo modo sarebbe anche più facile ottenere il via libera del Quirinale all’emendamento che depotenzia il contenzioso intentato dai precari. Secondo indiscrezioni sarà autorizzato dal Tesoro un pacchetto di assunzioni maggiore di quelli degli scorsi anni: si tratterebbe di coprire circa 65mila posti.