Ministro Gelmini

Il voto di Palazzo Madama ha confermato l’esito della conferenza dei capigruppo, che si era conclusa con una decisione a maggioranza. Da lunedì 20 dicembre in Senato parte l’esame del disegno di legge di riforma dell’università, con il voto finale atteso per mercoledì 22. E mentre a Roma si contano i danni della guerriglia di martedì 14 gli studenti annunciano che la protesta continuerà a oltranza. Il ministro Gelmini, dal canto suo, fa appello alla responsabilità dei senatori per evitare che restino ferme le risorse reperite per la copertura finanziaria.

Secondo la titolare del dicastero dell’Università il miliardo di euro destinato alla sua riforma copre tutti i capitoli di spesa previsti dal provvedimento e “sarebbe assurdo” non utilizzarlo, in particolare i fondi destinati ai concorsi per professori ordinari e associati e i 120 milioni di euro di finanziamenti premiali. Dall’opposizione il Partito democratico lamenta che la maggioranza nega nuove audizioni in commissione Istruzione. “Queste prove di forza non aiutano a creare un clima disteso” spiega il capogruppo Pd in commissione Antonio Rusconi, che aveva chiesto di dedicare una mattinata ad ascoltare altri punti di vista sulla riforma dell’università.

Anche dall’Italia dei valori arrivano aspre critiche alla maggioranza, accusata di aver mostrato i muscoli per approvare in fretta e furia “una disastrosa riforma universitaria nonostante le tensioni presenti nel Paese”. Per il capogruppo Idv al Senato, Felice Belisario, è inconcepibile che il governo approvi la riforma senza “ascoltare i segnali che vengono dalla società civile”, a dimostrazione – prosegue – che il Pdl è sempre più distante dai problemi reali del Paese.

Gli studenti intanto annunciano che le proteste continueranno a oltranza, anche se nei giorni dell’approvazione al Senato molti fuori sede saranno rientrati nei territori d’origine. Le assemblee studentesche stanno decidendo le forme della protesta e gli animi sono ancora più esacerbati per la scelta di calendarizzare a così breve termine il provvedimento. Claudio Riccio, in rappresentanza di Link-Coordinamento universitario, spiega che questa scelta “dimostra l’arroganza del potere” e sottolinea che saranno portate avanti soprattutto le iniziative legate al progetto “Altrariforma“, condotta ormai da mesi per contrastare nel merito il disegno di legge voluto dal ministro Gelmini.