Napolitano e Gelmini

Il ministro dell’Università Mariastella Gelmini rassicura sul recepimento da parte dell’esecutivo delle indicazioni del presidente della Repubblica all’atto di promulgare la legge di riforma dell’università.

Intervistata dal Sole24Ore, Gelmini spiega che sta lavorando a stretto contatto con il presidente del consiglio Berlusconi “proprio in questi giorni” per rispondere alle preoccupazioni del Quirinale e tiene a precisare che le modifiche in via di predisposizione non incidono sull’architettura della riforma ma soltanto su alcuni dettagli marginali.

Lo strumento individuato per trasporre in legge le modifiche auspicate nella missiva di Napolitano al governo è quello dell’inserimento nel decreto milleproroghe in sede di conversione. “Sembra la soluzione più opportuna che garantisce tempi veloci di approvazione” ha spiegato il ministro, chiarendo subito che la scelta sarà fatta dopo aver comunicato l’orientamento ai presidenti dei due rami del Parlamento.

Il ministro Gelmini ha anche espresso l’auspicio che l’opposizione in Parlamento assuma un atteggiamento collaborativo nella predisposizione dei provvedimenti applicativi (sono previsti almeno 40 decreti). Sulla maggioranza meno ampia dopo il passaggio all’opposizione di Futuro e libertà e sul rischio che questo metta a rischio l’attuazione della “fase 2” della riforma approvata il 24 dicembre, la titolare dell’Istruzione si mostra sicura di sé.

“Ci sono 10-15 deputati in più” ha detto Gelmini lodando il lavoro fatto dal premier durante la pausa natalizia per ottenere l’appoggio di nuovi parlamentari. Elemento questo che metterebbe al sicuro il proseguimento della compagine di governo e quindi dell’iter attuativo della riforma dell’università. Sono certa di poter contare anche in questa fase sul pieno sostegno della maggioranza” ha confermato il ministro, che ha anche confermato la sua apertura all’ascolto degli studenti.

Mariastella Gelmini ha annunciato che il 18 incontrerà al ministero i rappresentanti del Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu), organo consultivo eletto dagli studenti dei diversi atenei. Proprio sul rispetto di quest’organismo il ministro era stata oggetto di critiche da parte degli studenti contrari alla riforma, perché nella fase di approvazione è stato sentito una sola volta e non sono stati tenuti nel dovuto conto i pareri contrari o comunque critici di 22 componenti su 30.