gelmini

Mentre si avvicina la data per il voto di fiducia previsto per martedì prossimo, rimangono in prima linea i focolai di protesta contro la riforma del sistema universitario, bloccata per ora in Parlamento, e vengono fornite alcune rassicurazioni e spiegazioni ad alcuni punti del disegno di legge rimasti sospesi o senza chiarimenti. Interessa infatti soprattutto il mondo della ricerca, una delle controparti principali nelle proteste di piazza, alcuni impegni e promesse assunti dal Ministro Gelmini in questi giorni.

Verranno così emanati al più presto, secondo il ministro, i decreti attuativi, a iniziare da quelli più urgenti per dare il via alle nuove procedure di abilitazione nazionale, così come ha assicurato che avvierà una accurata riflessione sulla proposta che riguarda la progressione al ruolo di II fascia per numero più significativo di ricercatori, ai quali conferirà un ruolo attivo all’interno del Senato Accademico.

Alla luce di queste novità, ”il ministro ha finalmente deciso di approfondire direttamente le questioni universitarie”, ha commentato l’Andu (Associazione nazionale docenti universitari). Proseguono intanto alcune dimostrazioni a Milano, anche in occasione della ricorrenza della strage di Piazza Fontana, ad Ancona, dove sono stati occupati gli uffici dell’Assessorato alla Cultura da parte di associazioni vicine all’UDU, e a Roma, dove l’università Sapienza, con l’obiettivo di un forte segnale politico, ha deciso di togliere un contributo abitualmente riservato alla Crui, pari 18.000 euro l’anno e devolverlo alla ricerca scientifica.

Tra le dichiarazioni di palazzo invece, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha ribadito la bontà della riforma dell’università, gettando però nuovamente dubbi e preoccupazioni sull’allarme risorse. ”Il rischio – ha dichiarato- è che sia sottofinanziata perché c’é un problema di risorse”.