gelmini

Superato l’ostacolo della fiducia, la riforma torna a scaldare le piazze per la sua approvazione in via definitiva prevista nell’Aula di Palazzo Madama per il 22 dicembre. Mentre iniziano i primi ostruzionismi in commissione Istruzione, gli studenti annunciano che la protesta non si ferma con la fiducia al Governo, e proseguirà secondo forme e modalità in corso di definizione nelle varie città d’Italia, con epicentro sempre nella Capitale.

Ed è proprio per le giornate di scontri e guerriglia urbana che continua a restare in agenda l’argomento delle violenze a Roma e dei danni subiti dalla città, atti da cui le associazioni degli studenti hanno prontamente preso le distanze. A parlare infatti è Claudio Riccio, portavoce della Rete della conoscenza che considera tali episodi “in evidente discontinuità con le pratiche finora espresse dal movimento studentesco”, sottolineando che si è trattato di “facinorosi” appartenenti a gruppi estranei alle associazioni. “C’è stata anche una risposta istintiva di cui si sono resi protagonisti semplici studenti – riconosce – per la rabbia per quel che succedeva alla Camera”.

Sulle prossime proteste ancora non ci sono dettagli delle varie iniziative, ma ciò che è certo, e confermato dal portavoce, è che “non staremo di certo guardare – sottolinea Riccio – anche se la data scelta dal governo non è casuale: la legge 133 del 2008 fu approvata in estate ed ora la riforma dell’università a ridosso del Natale”. Secondo Riccio infatti la scelta sarebbe del tutto strategica per impedire l’organizzazione di una protesta imponente.

Arrivano in queste ore poi aperture da parte del ministro Gelmini sulla sua riforma. “Confermo la mia disponibilità – ha dichiarato a margine di una conferenza stampa al ministero – che per altro non è  mai mancata, ad un confronto pacato sui temi della riforma dell’università”. “Ogni Paese europeo – ha continuato il ministro – sta facendo la fatica del cambiamento, di un ammodernamento del sistema universitario”.