fuga cervelli sondaggio

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Scegliere se andare all’estero o restare in Italia è diventata una tappa quasi obbligata dopo il conseguimento del diploma di laurea. Per questo abbiamo deciso di dedicare un sondaggio alle prospettive dei laureati.

Alla nostra domanda “Cosa farai dopo la laurea?“, hanno risposto in molti. Tuttavia, non c’è stata la preponderanza di una posizione rispetto all’altra.

I risultati del nostro sondaggio parlano chiaro: dalle risposte emerge una netta spaccatura tra quelli che dopo la laurea intendono restare in Italia, il 49 per cento, e quelli che invece vogliono andare all’estero, il 51 per cento.

Il contenuto più interessante dei risultati sta nelle motivazioni scelte dagli utenti che hanno risposto al sondaggio.

Tra quelli che intendono restare in Italia dopo il conseguimento della laurea, infatti, la maggior parte (55 per cento) ha risposto “resto in Italia perché è qui che voglio vivere”. Mentre solo il 22,5 per cento resterà in Italia per contribuire al cambiamento delle storture che caratterizzano il Paese, e un altro 22,5 per cento per contribuire alla crescita economica.

Quello che emerge nella decisione finale di chi resta, insomma, è che pesano più i legami culturali e affettivi con la terra d’origine, 55 per cento, che il livello di coinvolgimento politico nel voler cambiare le cose.

Tra quelli che invece hanno scelto di voler continuare la carriera all’estero, la fetta più consistente (51 per cento) è costituita da chi si aspetta dagli altri Paesi migliori opportunità di crescita personale. Il 31 per cento motiva la scelta con il fatto che all’estero c’è più meritocrazia, e solo il 18 per cento decide di espatriare perché fuori dall’Italia c’è una mentalità più aperta.