Francia Hollande piano per rilanciare studi umanistici

Rilanciare gli studi umanistici: questo, secondo Le Monde, è l’ambizioso obiettivo del presidente francese Hollande e del suo ministro dell’Università e della Ricerca Geneviève Fioraso. In Francia si vocifera di un piano di sostegno globale, non ancora del tutto delineato, che si muova soprattutto su due fronti: il rapporto tra formazione e disoccupazione e l’insegnamento delle materie “rare”.

Da una parte, infatti, troppo spesso in Francia i laureati in discipline umanistiche e sociali non trovano un lavoro adeguato: troppi sono costretti ad accettare contatti da precari e impieghi che richiedono competenze inferiori al titolo conseguito. I laureati in storia, ad esempio, pur avendo una formazione che li indirizza automaticamente all’insegnamento, soltanto nell’11 per cento dei casi finiscono dietro una cattedra. Percentuali simili si riscontrano anche per gli psicologi: solo un laureato su dieci si trova poi a esercitare la professione.

Venendo all’insegnamento delle materie “rare” – così sono considerati lo studio di certe lingue, l’antropologia, l’urbanismo – ci si trova talvolta con scarsità di insegnanti rispetto al numero di studenti, e talvolta invece con pochissimi studenti. Secondo il ministero, ogni disciplina necessita di 400 ricercatori per sopravvivere. A rischio al momento una dozzina di discipline, con difficoltà che colpiscono soprattutto la teologia, il greco, il latino e, in alcune università, le lingue slave e orientali.

Per cercare di fermare il declino degli studi umanistici, alcuni atenei francesi stanno tentando la strada delle messa in comune delle strutture, se vicine geograficamente, e intanto dal ministero stanno mappando le materie meno gettonate, per aiutare le università a collaborare tra loro e creare un fondo ad hoc per finanziare i settori più in difficoltà.

Il progetto di Hollande è dunque chiamato a rispondere a problematiche forti e che non potranno trovare soluzione nel brevissimo termine: si tratta di rivedere in toto l’impostazione di alcuni insegnamenti universitari, affinché anche una laurea in discipline umanistiche sia spendibile sul mercato del lavoro. Solo in questo modo si potrebbe riabilitare un intero ramo del sapere, quello umanistico e sociale, che attualmente in Francia è poco stimato e anzi screditato in quanto ritenuto una “fabbrica di disoccupati”.