Francesco Profumo, ministro dell'Istruzione, Universita' e Ricerca

Francesco Profumo è il ministro dell’Istruzione, Università e ricerca del nuovo governo Monti. Il presidente del Cnr e rettore del Politecnico di Torino succede nelle stanza di viale Trastevere a Mariastella Gelmini, di cui è stato consigliere e a quanto pare apprezzato a tal punto da convincerla a fare il suo nome alla guida del Consiglio nazionale delle ricerche.

Profumo ha fatto parte di un panel del Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (Civr) del ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, organismo che è poi stato sostituito dalle competenze dell’Anvur, l’Agenzia nazionale per la valutazione dell’università e delle ricerca guidata dal professor Stefano Fantoni.

Le previsioni della vigilia davano Francesco Profumo nella rosa dei “papabili”, ma in “pole position” c’era il rettore dell’Università Cattolica Lorenzo Ornaghi, al quale invece Mario Monti ha conferito l’incarico di ministro per i Beni culturali. Probabilmente sulla scelta di Monti ha influito il coro di critiche legate al fatto che si metteva il capo di un ateneo privato alla guida di un dicastero così delicato, con il rischio – temevano alcuni – di scelte che comportassero un conflitto di interessi.

Monti, come peraltro la Gelmini, si è affidato a un accademico con spiccate competenze manageriali: Francesco Profumo, ingegnere all’Ansaldo di Genova e poi ricercatore a Torino, è diventato nel ’95 professore ordinario di Macchine e Azionamenti elettrici. Dal 2003 al 2005 è stato presidente della prima facoltà di Ingegneria del Polito. Il neo-ministro all’Istruzione, Università e Ricerca non ha rinunciato a collaborazioni con le grandi multinazionali del mondo dell’hi-tech e dell’innovazione tecnologica, come Microsoft e Motorola.

L’esperienza internazionale ha fortemente caratterizzato anche il suo lavoro alla guida dell’ateneo torinese: in neo-ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca è stato visiting professor all’Università del Wisconsin-Madison, negli Usa, alla Nagasaki University giapponese, alla Czech Technical University di Praga e alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Cordoba, in Argentina.

Il mandato da rettore del Politecnico, assunto nel 2005, sarebbe scaduto tra due anni e Francesco Profumo non aveva lasciato l’incarico all’atto della nomina a presidente del Cnr. Lo scorso hanno il suo nome è stato fatt o per la candidatura, poi ritirata, a sindaco di Torino per il centrosinistra. Le doti manageriali sono confermate dalla presenza di Francesco Profumo nei consigli di amministrazione di di Reply, Fidia SpA, Unicredit Private Bank, e Telecom Italia e dal ruolo di consigliere per Il Sole 24 Ore e per Pirelli.

Ora il nuovo ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca dovrà fare i conti con un mondo accademico che ha il dente avvelenato contro i tagli dell’asse Tremonti-Gelmini e con il completamento della fase attuativa di una riforma dell’università osteggiata da gran parte degli studenti, dei docenti, dei ricercatori e dei sindacati del mondo della conoscenza.

Da tutte queste categorie, nei giorni scorsi è giunta una richiesta di discontinuità al neo-presidente del consiglio Mario Monti. Ora, per comprendere se e quanto la richiesta sia stata esaudita, gli occhi sono puntati sui primi atti che adotterà il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Francesco Profumo.