studenti cina

Sono immagini che inquietano e fanno discutere quelle che in queste ultime ore stanno facendo letteralmente il giro del web: in esse si vedono alcuni studenti della Dalian University of Technology, a nord della Cina, intenti a farsi delle belle foto di gruppo mentre l’università alle loro spalle va in fiamme. Ragazzi e ragazze in posa per farsi immortalare per il giorno della loro laurea, un’occasione unica e irripetibile da non farsi scappare.

“È una coincidenza troppo felice vedere proprio oggi, giorno di laurea, l’università in fiamme”: questa la dichiarazione rilasciata dal ragazzo che ha caricato le foto sul web. Grazie a più pubblicazioni e condivisioni, soprattutto attraverso l’uso di social network, le immagini si sono talmente propagate, da passare ben presto dalla Cina agli altri Paesi. In esse si vedono gli studenti con la toga, mentre lanciano in aria il cappelletto indossato durante il conferimento del diploma. Sullo sfondo, la lunga scia di fumo nero proveniente dalle fiamme che avvolgono l’ateneo.

La vicenda risale a domenica scorsa, quando all’università tecnica di Dalian è scoppiato improvvisamente un pericoloso incendio. Le fiamme si sono sviluppate in un magazzino proprio vicino al campus cinese. Nonostante le disposizioni della direzione scolastica, che invitava a lasciare immediatamente l’area universitaria, alcuni studenti si sono diretti verso il prato davanti all’edificio e hanno iniziato a festeggiare la laurea che avevano poco prima conseguito, divertendosi a fare delle foto di gruppo.

Secondo quanto è riportato dal quotidiano Guangzhou Daily, ciò che è accaduto in Cina non è piaciuto affatto a chi dirige la Dalian University. Per salvare l’immagine dell’ateneo sono state pubblicate, così, delle foto in cui si vedono altri studenti darsi da fare per spegnere l’incendio, mostrando quale deva essere “il vero spirito della scuola”. Una risposta per chi ha voluto trasformare l’incendio in una macabra occasione per divertirsi: “I nostri studenti – dice uno dei funzionari dell’università – non dovrebbero celebrare la distruzione”.