Guardia di finanza

Non bastava l’aumento delle rette e l’accusa rivolta al rettore di penalizzare i più poveri. A creare ulteriori difficoltà all’Università del Salento ci si è messa anche la scoperta di ben 84 studenti che godevano della possibilità di pagare rette più basse senza essere in possesso dei requisiti di reddito.

La scoperta è avvenuta in seguito a un monitoraggio effettuato dalle Fiamme gialle, che indagavano su presunte frodi relative a prestazioni agevolate. Le false attestazioni presentate dagli studenti individuati dalla Finanza gli hanno consentito fortissimi sconti sulle tasse, fino a provocare – negli anni accademici in cui l’evasione si è protratta, dal 2005 al 2008 – un ammanco per le casse dell’università che raggiunge i 35.000 euro.

In pratica i finanzieri hanno verificato grosse differenze tra i redditi inseriti nell’autocertificazione annuale e le condizioni effettive del nucleo familiare, anche in relazione agli stili di vita tutt’altro che da indigenti. Ora all’ateneo non resta che agire in giudizio per ottenere la restituzione delle cifre “abbuonate” in virtù della situazione reddituale dichiarata, e assieme alle imposte non pagate questi studenti dovranno versare la sovrattassa come se fossero morosi.

Purtroppo l’ateneo salentino non è nuovo a questo tipo di raggiri. Lo scorso anno furono addirittura 295 gli evasori scovati, riportando ben 100.000 euro di tasse non pagate nelle casse dell’università. Questi risultati sono il frutto di un protocollo d’intesa stipulato tra la Guardia di finanza e l’Università del Salento che prevede controlli a tappeto sia sui ragazzi che hanno chiesto e ottenuto l’esonero totale sia su quelli risultati aventi diritto a un esonero parziale.

Un’operazione analoga è stata avviata anche in un altro ateneo del Sud, l’Università degli studi di Napoli “Federico II“, dove il 64 per cento degli iscritti dichiara di essere in difficoltà economica ed è forte il sospetto di frodi. Anche in questo caso, un protocollo siglato dall’ateneo e dal comando regionale della Guardia di finanza sta dando luogo a una serie di controlli su una lista di soggetti che all’apparenza sono tutt’altro che poveri.