federico II e unione industriali progetto contro la fuga dei cervelli

Un progetto per consentire a ricercatori, aspiranti e imprenditori già in attività di presentare le proprie idee d’impresa e vederle supportate. Si chiama “Start n’up: idee per il futuro” ed è stato lanciato dall’Università Federico II di Napoli assieme all’Unione industriali, per favorire la nascita di start up e contrastare la fuga di cervelli. “Le nostre università – dichiara il presidente degli industriali, Paolo Graziano – sfornano in termini di formazione eccellenze che ci vengono invidiate nel mondo. Nel settore aerospaziale, ad esempio, i nostri ingegneri trovano spesso impiego nelle imprese straniere. Perché perderli? Vorremmo farli rientrare”.

Inizialmente, il progetto lanciato dalla Federico II per contrastare la fuga di cervelli prevede l’istituzione di uno sportello on line mediante il quale presentare le proprie idee d’impresa, dopodiché si proseguirà con una selezione di quelle ritenute migliori. La cernita verrà fatta da un Comitato tecnico scientifico costituito da rappresentanti dei mondi delle imprese, degli atenei e della finanza. Le più interessanti verranno supportate dall’Unione industriali, contributi né pubblici né privati, bensì con un’azione di affiancamento e tutoraggio da parte di imprese associate.

Già da tempo la Federico II tenta di orientare la ricerca verso possibili sviluppi imprenditoriali. A tal proposito il rettore dell’ateneo napoletano, Massimo Marrelli, racconta: “Ci siamo dotati di una anagrafe delle competenze, in cui censiamo gli studi fatti e i risultati ottenuti al fine di consentirne l’uso in ambito imprenditoriale”. Solo che l’università finora non è riuscita ad andare oltre a ciò, non dando davvero un supporto concreto allo sviluppo delle idee d’impresa. Con il progetto lanciato assieme all’Unione industriali contro la fuga di cervelli, invece, le cose cambieranno. Marrelli anticipa anche l’avvio di una proposta di snellimento delle procedure che al Sud – spiega – sono più complesse e disincentivanti che altrove.

Per Vincenzo Caputo, presidente dei Giovani imprenditori di Napoli, “c’è da parte delle imprese associate a Confindustria Napoli grande disponibilità ad allevare realtà innovative”. I presupposti per aiutare le nuove imprese ci sono tutti, infatti c’è anche “un sistema più complesso a cui prendono parte venture capitalist, professionisti e consulenti di varia estrazione. Tutto quel che serve per far decollare realtà imprenditoriali con buone idee ma in un contesto difficile”.