assisi università chiusura

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“Il corso di laurea sul turismo ad Assisi deve rimanere nella città patrimonio mondiale Unesco, perché rappresenta il simbolo del turismo in Umbria”. Con queste parole il sindaco di Assisi, Claudio Ricci lo scorso 11 giugno ha protestato in catene per dimostrare in modo simbolico tutta la sua contrarietà davanti al rettorato dell’Universita’ di Perugia alla chiusura del corso di laurea sul turismo dell’Università di Assisi.

Il corso di laurea sul banco degli imputati è stato il primo corso istituito in Italia nel 1993 dedicato al turismo, e rappresenta un simbolo della formazione nel campo del turismo, con un buon numero di studenti ogni anno.

Il motivo del rischio alla condanna della facoltà di Economia del Turismo di Assisi risiede nei tagli ai fondi da parte del Ministero e, come ha sottolineato il Vicesindaco Giorgio Bartolini, dipenderebbe in modo preciso dalla strategia scelta dal Rettore Franecsco Bistoni e dal Senato accademico per ottimizzare le già scarse risorse di cui dispone l’ateneo di Perugia. Una soluzione, che rientra in piena linea con i tagli dei 469 corsi di laurea su cui il Cun ha posto l’accento qualche settimana fa.

Tuttavia sarebbe stata mantenuta in vita la facoltà di Terni perché al contrario di Assisi può contare su un numero più idoneo di professori, un cavillo poco influente a detta del Vicesindaco, che lancia una proposta: offrire  “gratuitamente” la gestione dell’Istituto a coloro che voelssero prendersi questa responsabilità, rivolgendosi anche al mondo privato, auspicando che i parlamentari e i consiglieri regionali diano il concreto supporto istituzionale ad ogni tipo di iniziativa.

Intanto il Sindaco Ricci sostiene di aver “sollecitato da mesi, con incontri e documenti scritti” il ministro Gelmini, il sottosegretario Guido Viceconte, il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, Gianni Letta, e anche Francesco Bistoni, rettore dell’Università di Perugia, senza aver avuto “risposte chiare e certe sul futuro dei corsi di laurea”.