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U-Multirank è un nuovo progetto della Commissione europea che consente la valutazione comparativa delle “prestazioni” degli atenei. Grazie a questo strumento si possono creare classifiche ricorrendo a una matrice di indicatori. Presentato a Bruxelles la scorsa settimana, questo strumento “user-driven” – che si propone come “ranking globale multidimensionale delle università” – consente di costruire classifiche nei settori dell’istruzione e della ricerca dando la possibilità agli utenti stessi di determinare quanto peso vogliono dare a ciascun fattore.

U-Multirank si presenta come diverso dalle graduatorie già esistenti e – spiegano i suoi progettisti Frans van Vught e Frank Ziegele – soddisfa le esigenze dei vari operatori del settore dell’istruzione superiore. Il nuovo sistema di benchmarking dovrebbe essere concluso e operativo solo alla fine di quest’anno, al termina della fase di rodaggio attualmente in corso.

Durante la presentazione, uno studente, un amministratore di università e un uomo d’affari hanno costruito on line la loro classifica. Il progetto è stato sviluppato dal Consorzio per l’Alta Formazione e la Ricerca Valutazione delle Performance, Cherpa, condotto dal Center for Higher Education Policy Studies presso l’Università di Twente in Olanda e il Centro per lo sviluppo dell’istruzione superiore in Germania.

L’obiettivo di chi lo ha messo a punto è quello di fornire al Vecchio Continente uno strumento proprio di realizzazione di graduatorie nel settore dell’università e della ricerca, per contrastare le tre classifiche principali esistenti, prodotte dalla cinese Shanghai Jiao Tong University, Times Higher Education e QS in Gran Bretagna. Queste classifiche si concentrano esclusivamente su ricerche e pubblicazioni in lingua inglese, e molti in Europa ritengono che forniscano un quadro distorto della qualità delle università a livello mondiale.

Van Vught e Ziegele sostengono infatti che le classifiche più in voga sono troppo orientate verso la ricerca la ricerca e minano la diversità dei sistemi di istruzione superiore. L’accusa è che si sono concentrate su “ciò che è misurabile, invece di ciò che è rilevante”, mettendo in secondo piano gli interessi e le priorità degli utenti.

Al termine di uno studio di fattibilità durato due anni, Van Vught e Ziegele hanno adottato con U-Multirank due livelli di classifica, istituzionale e sul campo, ampliando l’analisi a con 40 indicatori in cinque aree: insegnamento e apprendimento, ricerca, trasferimento di conoscenze, l’orientamento internazionale e l’impegno regionale.

Phil Baty, editor del Times Higher Education World University Rankings ha dato il benvenuto al nuovo sistema spiegando che “U-Multirank intende fornire classifiche multi-dimensionali, che riflettano la mission e le specifiche strategie delle università, invece di produrre un unico elenco gerarchico” ed è quinti complementare al classifiche come quella di The. Tuttavia, ha detto Baty, “una grande quantità di soldi dei contribuenti europei sono stati spesi per una iniziativa che non mette in campo grandi novità”, e che ha faticato a coinvolgere le istituzioni al di fuori dell’Europa: Stati Uniti e Cina hanno partecipato con 5 e 1 ateneo.