esami falsi all'Università della Calabria

Dopo oltre un anno di investigazioni e migliaia di fascicoli esaminati, si è conclusa l’operazione “110 e lode” della Digos di Cosenza sugli esami falsificati alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università della Calabria. La procura di Catanzaro, subentrata a quella di Cosenza, ha infatti dichiarato conclusa l’indagine avviata nei confronti di 75 persone tra laureati, laureandi, due impiegati amministrativi della facoltà in questione e un tutor.

La vicenda degli esami falsi era iniziata nel marzo 2011 quando, in occasione di una sessione di laurea, il preside della facoltà di Lettere, Raffaele Perrelli, non aveva riconosciuto come propria la firma apposta su uno degli statini presentati da un candidato. La denuncia che ne era seguita aveva portato alla luce molti altri casi simili, rivelando l’esistenza di un sistema appositamente congegnato per falsificare gli esami universitari: una vera e propria “organizzazione criminale composta da personale amministrativo e studenti finalizzata al conseguimento fraudolento del titolo di studio in Lettere e Filosofia”, come si legge nell’avviso di conclusione delle indagini emesso dalla Procura.

L’idea era semplice: prendere uno statino già utilizzato, cambiare il nome del candidato e falsificare la firma del docente. Un metodo applicato estesamente e spavaldamente, se si considera che sono state contraffatte anche firme di docenti che da tempo non insegnavano più presso l’università e che alcuni studenti risultavano aver passato addirittura sette esami in un solo giorno, ovviamente tutti con 30 e lode.

Ora sono a rischio 72 lauree conseguite presso la facoltà di Lettere e Filosofia, che potrebbero essere invalidate perché ottenute senza aver completato il necessario curriculum di studi e di esami. Ma l’indagine non si limita a questa facoltà, estendendosi anzi ad altre sei, delle quali la Procura ha acquisito gli atti relativi alle lauree conferite tra il 2008 e il 2011.

I reati contestati sono quelli di falso e introduzione abusiva nel sistema informatico universitario: gli indagati hanno ora 20 giorni di tempo per chiedere alla Procura di essere sentiti o presentare una memoria difensiva. La Facoltà di Lettere dell’Unical ha dichiarato che si costituirà parte civile.