Economia a Palermo

Ancora un episodio di esami comprati: all’Università di Palermo due funzionari di segreteria della facoltà di Economia sono stati tratti in arresto con l’accusa di aver registrato nei sistemi informatici una serie di esami mai sostenuti. La polizia ha notificato un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari anche a un ex studente dell’ateneo che offriva il servizio illecito a studenti in arretrato con il curriculum degli studi.

Sono quasi 200 i casi riscontrati di esami fantasma comprati all’insaputa dei docenti. E il fenomeno era esteso anche alle facoltà di Ingegneria, Architettura e Giurisprudenza.

Per far risultare agli atti dell’università di Palermo che un esame era stato sostenuto bastava sborsare dai mille euro in su. La squadra mobile del capoluogo siciliano avrebbe verificato che per farsi inserire nel curriculum universitario un esame di Ingegneria o Architettura il prezzo saliva.

L’inchiesta, condotta dai pubblici ministeri Sergio Demontis e Amelia Luise, rappresenta un ulteriore sviluppo di quella che lo scorso dicembre aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati di trenta persone.

Le accuse contestate vanno dall’accesso abusivo al sistema informatico, alla frode informatica e falsità ideologica. Elemento centrale nella compravendita degli esami sarebbe stata una funzionaria già licenziata dall’Università di Palermo a seguito di un’indagine interna.

Le indagini procedono per verificare esattamente quanto sia esteso il fenomeno, che ha visto sotto i riflettori anche Alessandro Alfano, fratello del segretario Pdl Angelino, per il quale il reperimento dei verbali d’esame smarriti (erano tre le materie su cui si è appuntata l’attenzione degli investigatori) induce a ritenere che la posizione sia in via di chiarimento.