Unione Europea aiuta i Paesi arabi

Gli esperti confermano che in certi casi l’esperienza di un Erasmus è più utile dal punto di vista lavorativo rispetto a una laurea con tanto di lode. Ma il valore di un soggiorno studio all’estero può essere ben maggiore e l’Unione Europea sembra averlo compreso al punto da stanziare 66 milioni di euro per estendere il progetto Erasmus Mundus ai Paesi arabi al fine di contribuire alla rinascita di quei popoli che hanno manifestato la volontà di liberarsi dai regimi autoritari.

L’iniziativa è volta a migliorare la comprensione e l’arricchimento reciproco tra l’Unione Europea e i Paesi vicini attraverso la creazione di opportunità di mobilità di studenti e docenti e lo scambio di conoscenze e competenze. La mossa è parte di un nuovo approccio nei confronti dei “vicini di casa” dell’Europa a est e a sud ed è basata sulla responsabilità reciproca e l’impegno comune per il rispetto dei valori universali, le norme internazionali sui diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto.

In seguito a una revisione globale della politica europea di vicinato, lanciato nel 2010, la Commissione ha deciso che rafforzare il suo impegno nel settore dell’istruzione è un elemento fondamentale del nuovo approccio verso i paesi del Mediterraneo. Il finanziamento sarà erogato nei prossimi quattro anni. Le nuove condizioni economiche globali, spiegano alla Commissione Ue, impongono che l’istruzione superiore si adegui per fornire le competenze richieste dalla nuova economia di mercato.

L’estensione dell’Erasmus Mundus è proprio una parte del piano in quattro fasi delineato per rispondere alla voglia di libertà e di “avvicinamento” all’occidente manifestati con la primavera araba. L’iniziativa punta a supportare la crescita di partenariati e di riforme. Si prevede che i fondi debbano andare inizialmente a Egitto, Tunisia, Giordania e Marocco.

Catherine Ashton, vicepresidente della Commissione europea, ha dichiarato: “L’Unione Europea è stata la prima ad offrire una risposta seria alla primavera araba. Questa nuova serie di decisioni è il risultato dell’ambiziosa politica europea di vicinato lanciata a maggio e conferma che l’Ue ha fatto del sostegno della democrazia e della ripresa economica in Nord Africa e nel Medio Oriente una delle sue priorità”.