italia non attrae abbastanza studenti Erasmus

La commissione Cultura e educazione del Parlamento Europeo ha approvato il programma “Erasmus per tutti”, che ingloba tutte le iniziative dell’UE per l’educazione, la formazione e lo sport. I 18 miliardi di euro stanziati per il programma 2014-2020, che è stato ribattezzato “YES Europe!”, consentiranno a 5 milioni di giovani di poter prendere parte a una delle iniziative per la mobilità all’interno dell’Unione Europea.

In aggiunta ai tradizionali progetti Erasmus e Leonardo, nell’ambito del programma “YES Europe!” sono previste anche diverse nuove proposte come la semplificazione dell’assegnazione delle borse di studio, la possibilità di chiedere un prestito fino a 12 o 18mila euro per frequentare un master all’estero della durata di uno o due anni e l’attivazione di programmi specifici dedicati allo sport.

Dopo mesi di tentennamenti, durante i quali si era temuto che l’esperienza dell’Erasmus fosse arrivata al capolinea, adesso sembra che l’emergenza sia rientrata e che, addirittura, l’Europa voglia rilanciare con nuovi e ambiziosi obiettivi. “Yes Europe!”, infatti, non è l’unico elemento di novità: importanti cambiamenti si profilano anche per quanto riguarda il miglioramento dell’istruzione universitaria nell’ambito della politica europea di vicinato. Si tratta di una delle politiche esterne dell’UE, indirizzata ai Paesi collocati in prossimità dell’Unione verso Est e Sud, che ha l’obiettivo di costruire con tali Stati rapporti più stretti in ambito economico, politico, strategico e culturale.

Nello specifico, sono stati stanziati 74,2 milioni di euro per il programma Erasmus Mundus e 58,85 milioni per il programma Tempus. Il progetto Erasmus Mundus dà l’opportunità a studenti e professori universitari di migliorare la propria istruzione e le proprie possibilità di carriera frequentando i corsi di diverse università europee. I fondi del 2013, oltre a garantire 228 borse per seguire un master nei Paesi UE, permetteranno di sostenere anche 20 partnership tra l’Unione Europea e gli atenei dei Paesi vicini, rendendo possibile lo scambio di circa 2.560 unità tra studenti e docenti.

Se il programma Mundus si concentra sulla mobilità, Tempus è finalizzato alla realizzazione di riforme strutturali nell’ambito dell’istruzione universitaria, finanziando progetti di cooperazione tra gli atenei in settori come l’aggiornamento dei curricula, lo sviluppo dello staff e la governance.

Sembra dunque che nonostante la crisi sarà garantita per gli studenti europei la possibilità di ampliare i propri orizzonti trascorrendo un periodo di studio all’estero. Le nuove risorse per i programmi Erasmus Mundus e Tempus e il lancio di “Yes Europe!” per il 2014-2020 confermano la centralità della formazione e della mobilità internazionale nelle politiche europee. “Investire nelle persone è un obiettivo chiave della nostra politica – ha spiegato il commissario UE, Štefan Füle – e questa è la ragione per cui abbiamo aumentato molto i finanziamenti per i nostri programmi per l’istruzione universitaria durante gli ultimi anni”.