erasmus a rischio, reazioni movimenti universitari

Voci ufficiose riferiscono che nei giorni scorsi l’ultimo Ecofin, vertice dei ministri delle Finanze dei Paesi dell’Unione Europea, ha evidenziato nel bilancio UE un buco di 4 miliardi che si risolverebbe in altrettanti tagli ai finanziamenti per le borse Erasmus, la ricerca e le imprese. In attesa di conferme o smentite istituzionali, i movimenti degli studenti universitari hanno subito iniziato a farsi sentire.

Si torna a parlare di un ridimensionamento del programma di mobilità internazionale, dunque. Già nello scorso autunno era emerso il problema dei fondi insufficienti destinati dai governi nazionali all’Erasmus, ma dopo un’ondata di proteste studentesche in tutta Europa, che aveva spinto a un’inversione di rotta alcuni membri dei governi degli Stati UE, il pericolo di cancellazione era stato sventato. Anche perché l’Erasmus è un utile progetto di integrazione e mobilità internazionale, che si inserisce pienamente nelle direttive, negli strumenti e negli obiettivi comunitari per quanto riguarda la formazione.

Perché allora, se i soldi scarseggiano, il programma Erasmus diventa improvvisamente sacrificabile? Si tratta di una contraddizione che l’ultimo comunicato in proposito di Link – Coordinamento Universitario, il movimento nato dall’Onda del 2008, coglie ed evidenzia: “Non si può evocare continuamente la necessità dei governi dell’Unione di rispettare degli obiettivi europei e poi pensare che un tema come l’internazionalizzazione della formazione universitaria non sia una priorità politica per i nostri paesi”.

L’Erasmus è anche spesso al centro dei programmi delle varie liste per le elezioni universitarie, e dunque tanto più di attualità in questi giorni, dato che il 21 e il 22 maggio si è votato in tutti gli atenei italiani per il rinnovo del CNSU. Il programma è uno dei più conosciuti e amati tra quelli dell’UE e ora che, dopo 25 anni in cui studenti di 33 Paesi diversi hanno potuto viaggiare e incontrarsi, c’è il rischio che i fondi ad esso destinati siano praticamente inesistenti (al punto che se ne teme la cancellazione), gli universitari chiedono l’intervento delle istituzioni italiane in sua difesa: “pretendiamo che le forze politiche ed il governo intervengano in tutte le sedi istituzionali europee per affermare la necessità di salvaguardare il Progetto Erasmus” si legge nel comunicato di Link.