anfis associazione

Dopo la chiusura delle Ssis, operata dal Ministero dell’Istruzione in seguito al blocco di accesso a graduatorie che alimentavano “false speranze” di lavoro e precariato, è stato autorizzato l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento degli aspiranti insegnanti che si sono abilitati all’estero.

L’equiparazione legale dell’abilitazione per l’insegnamento conseguita “troppo facilmente” in alcuni Paesi europei come la Spagna, ha però condotto l’Anfis, Associazione Nazionale dei Formatori Insegnanti Supervisori, a denunciare un paradosso che rischia di generare disparità di trattamento tra abilitati esteri e italiani.

I requisiti per ottenere l’abilitazione all’insegnamento in Spagna sono infatti estremamente differenti da quelli nostrani e difficilmente raffrontabili non solo ai corsi biennali delle (ex) Ssis italiane, ma anche a quelli proposti dai nuovi disegni di legge.

In Spagna infatti, il Certificado de aptitud pedagogica può essere conseguito in soli tre mesi, senza esami di ammissione ai corsi né prove finali; tale diploma può essere riconosciuto in tutti gli Stati dell’Unione Europea per l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole secondarie.

Il risultato è che in Italia, a Roma e a Milano, sono già sorte delle agenzie che offrono assistenza burocratica agli italiani che volessero conseguire questo certificato parzialmente online.

Denunciando l’incongruenza di una situazione che rischierebbe di sfavorire gli aspiranti insegnanti che si sono formati in Italia, l’Anfis si è dunque impegnata a intervenire attivamente sulle bozze dei decreti ministeriali in preparazione.