parere riforma università

parere riforma università

Arriva il parere dell’Apri sul ddl Gelmini di riforma del sistema universitario. Dopo il parere del Comitato Universitario Nazionale e quello espresso dal Forum dei Giovani, l’Associazione dei Precari della Ricerca ha infatti proposto alcuni emendamenti alla commissione parlamentare che sta esaminando il ddl al Senato.

Tra le criticità del ddl illustrate dall’Apri, c’è soprattutto la questione dei finanziamenti alle università e del reclutamento del personale accademico. Ma i “ricercatori precari” non hanno perso occasione per avanzare dettagliate proposte al Governo.

Gli emendamenti dell’Apri, riguardano diversi aspetti del ddl 1905 in corso d’esame al Senato. Primi fra tutti: la criticità della figura del ricercatore a tempo determinato – così come descritta nel disegno di legge – la questione delle risorse, e del ricambio generazionale.

Tra le proposte più importanti che i ricercatori precari italiani hanno avanzato, ci sono sicuramente:

  • l’istituzione di un fondo per la mobilità “e di ulteriori incentivi atti a stimolare il trasferimento dei docenti in università di altre Regioni”
  • l’istituzione di una agenzia nazionale per la ricerca indipendente dal Miur, che distribuisca i fondi per la ricerca in maniera non burocratica, e quanto più allineata agli standard internazionali
  • il pensionamento di tutto il personale dell’università a 65 anni di età e 40 anni di contributi, lasciando comunque ai docenti la possibilità di continuare a svolgere un ruolo attivo nei dipartimenti, in modo da utilizzare le risorse derivate dai pensionamenti per nuovi concorsi
  • l’esigenza di una norma transitoria che eviti la “paralisi dei concorsi” a cui andrebbe incontro il sistema di reclutamento di ricercatori e docenti

Per il parere completo e i dettagli degli emendamenti, si può far riferimento al documento dell’Apri sul ddl di riforma dell’università.