Elezioni 2013 lettera Crui a candidati premier

In vista delle prossime elezioni politiche la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui) ha scritto una lettera ai candidati premier per lanciare loro un appello: istruzione e ricerca devono essere tra le priorità dell’agenda-Paese del futuro governo. Dopo anni di tagli ai finanziamenti e blocco del turn over, lamentano i rettori, “se vi fosse una Maastricht delle università noi saremmo ormai fuori dall’Europa”.

Quella descritta dalla Crui nella lettera indirizzata ai candidati premier alle elezioni 2013 è una vera e propria emergenza, come del resto da anni già sostengono molti, in particolare le associazioni studentesche. Come agire, allora, per fermare il calo delle immatricolazioni e assicurare nuove risorse agli atenei? Sono sei i punti chiave individuati dalla Crui per reagire al declino.

In primis nella sua lettera ai candidati premier la Crui chiede di defiscalizzare tasse e contributi universitari, per evitare il calo delle immatricolazioni e l’aumento degli abbandoni causati dalla crisi economica. Inoltre, suggeriscono i rettori, è necessario assicurare la copertura totale delle borse di studio di Regioni e atenei (nel 2009 coprivano l’84 per cento degli aventi diritto, contro il 75 per cento del 2011).

Al governo che subentrerà dopo le elezioni la Crui chiede anche di abbattere l’Irap sulle borse post-lauream e defiscalizzare gli investimenti in ricerca delle imprese, per favorire la competizione nei settori altamente tecnologici, oltre a finanziare borse che coprano almeno il 10 per cento dei dottori di ricerca e togliere i vincoli al turn over, per evitare le cosiddette “fughe di cervelli” e l’eccessivo invecchiamento del corpo docente.

Un’altra priorità indicata nella lettera ai candidati premier è la restituzione delle autonomie responsabili agli atenei, per valorizzarne scelte di qualità e vocazioni. Infine, la Crui chiede alla compagine che uscirà vincitrice dalle elezioni di incrementare all’1 per cento del Pil i fondi destinati all’Università, col finanziamento statale che torni ai livelli 2009, e la premialità alzata fino al 50 per cento, per rilanciare gli atenei e l’eccellenza nella valutazione e la competitività anche a livello internazionale. A partire dal 2009 infatti i fondi sono stati tagliati ogni anno, con un meno 13 per cento in 4 anni, e la spending review del 2013 prevede un’ulteriore sforbiciata di 300 milioni di euro.

Le università, scrive la Crui nella sua lettera ai candidati premier, sono “luogo di formazione delle giovani generazioni e motore dello sviluppo del Paese“, ecco perché dopo le elezioni si invoca un cambiamento di rotta: “serve una forte discontinuità con il passato – spiega Mancini, il presidente -, la politica ci ha messo fra parentesi e parla di futuro? Per noi, sia chiaro, l’università è un aspetto fondamentale del futuro”.