classifica Censis per l'area di Economia e Statistica 2015

L’Università di Padova è ancora una volta in vetta alla classifica Censis-Repubblica 2013 per l’area di Economia e Statistica. Con un punteggio medio pari a 107,5, l’ateneo veneto precede l’Università di Bologna, che fa un balzo significativo in avanti rispetto al 2012 ed è seconda con 106,6 punti. Al terzo posto si piazza, invece, l’Università Modena e Reggio Emilia con 105,6 di media.

Il quarto posto se lo aggiudica l’Università di Trieste (103,1), mentre dalla quinta alla decima posizione della classifica Censis per l’area di Economia e Statistica 2013 si collocano, nell’ordine, l’Università di Pavia (99,6), quella del Piemonte Orientale (98,4), Roma “Tor Vergata” (98,3), la Statale di Milano (97,7) e gli atenei di Ferrara (96,1) e Siena (95,7), scesa di sette posizioni rispetto all’anno scorso. La prima metà della classifica Censis per l’area di Economia e Statistica 2013 si completa con le università di Bergamo (94,7), Milano-Bicocca (94,2), Roma Tre e Urbino (tredicesime a pari merito con una media di 93,3 punti), Macerata (91,9), Sassari (91,8), Genova (91,7) e Udine (91,6).

La seconda parte della classifica Censis per l’area di Economia e Statistica 2013 è occupata dall’Università dell’Insubria (91), dagli atenei di Brescia (89,5), Verona (89,4), Cagliari (89,1), Torino (87,9), Firenze (86,2), Perugia (85,7), Pisa (85), dall’Università del Molise (83), da quelle di Bari (81,7), “La Sapienza” di Roma (80,6) e Foggia (80,1), dalla Seconda Università di Napoli (79,8), da quella di Teramo (75,8) e dall’ateneo di Chieti e Pescara (74,9). Le ultime della graduatoria sono l’Università di Messina (74), quella de L’Aquila (71,5) e quella di Cassino (70,1).

La classifica Censis per l’area di Economia e Statistica 2013 non valuta le singole facoltà – strutture abolite in seguito alla legge n. 240 del 30 Dicembre 2010 – bensì la qualità dei corsi di laurea triennale che appartengono alle seguenti classi: Scienze dell’Economia e della Gestione Aziendale (L-18), Scienze Economiche (L-33), Statistica (L-41). La gamma dei punteggi va da un minimo di 66 a 110.

L’identikit del laureato in Economia o Statistica. L’indagine Almalaurea sui laureati di primo livello del 2012 mostra una sostanziale parità tra donne (52,6 per cento) e uomini (47,4 per cento). Nella maggior parte dei casi i laureati hanno un diploma tecnico (41,6 per cento) o scientifico (nel 38,7 per cento) e hanno concluso il percorso di studi nei tempi previsti o entro il primo anno fuori corso (70,7 per cento).

Sbocchi professionali. Per i laureati in Economia o in Statistica ci sono ottime prospettive occupazionali, sia perché si tratta di lauree molto richieste sia perché è ampio il ventaglio delle possibilità di impiego. Questi titoli consentono infatti di operare nei settori bancario, finanziario e assicurativo, di svolgere la libera professione come commercialista o attuario, di lavorare all’interno di aziende ed enti pubblici, di intraprendere la carriera imprenditoriale o di dedicarsi al giornalismo specializzato.