domani test ammissione professioni sanitarie 2013

Ultime ore di studio intenso per i neodiplomati che domani parteciperanno ai test di ammissione per le professioni sanitarie 2013. La prova, che inizierà alle ore 11.00 in contemporanea in tutte le sedi autorizzate, interesserà le aspiranti matricole dei corsi di laurea di primo livello delle classi di Professioni sanitarie, infermieristiche e Professione sanitaria ostetrica (SNT/1); Professioni sanitarie della riabilitazione (SNT/2); Professioni sanitarie tecniche (SNT/3); Professioni sanitarie della prevenzione (classe SNT/4). I candidati avranno 100 minuti di tempo per rispondere a 60 quesiti a risposta multipla.

I posti in palio per i test di ammissione per le professioni sanitarie 2013 sono in tutto 27.441, numero che – se comparato alle disponibilità per gli altri corsi di laurea a numero programmato a livello nazionale – potrebbe sembrare molto grande, tuttavia è necessario tenere conto che le quattro classi indicate raggruppano ben 22 corsi di laurea. Le possibilità di accesso, dunque, restano molto limitate, specie se si considera l’altissimo numero di candidati, attratti in particolare dalle ottime prospettive professionali che questi percorsi di studio offrono.

A differenza di ciò che avviene per le altre prove di accesso, le domande dei test di ammissione per le professioni sanitarie 2013 varieranno a seconda della sede di svolgimento. Nonostante ciò, i quesiti dovranno obbligatoriamente essere così ripartiti: cinque domande di cultura generale, venticinque di ragionamento logico, quattordici di biologia, otto di chimica e otto di fisica e matematica. Inoltre, essi dovranno vertere sugli argomenti indicati dal MIUR nell’allegato al decreto ministeriale n. 449 del 12 Giugno scorso.

Intanto, la stagione dei test di ammissione si è aperta oggi con quello per l’accesso a Medicina veterinaria e le polemiche non si sono fatte attendere. A tenere banco in particolare è la questione del ‘bonus maturità’, una delle principali novità di quest’anno, contro il quale si sono scagliati l’Unione degli universitari (Udu) e Link. Attraverso il suo coordinatore nazionale, Michele Orezzi, l’Udu ha già annunciato un ricorso collettivo per l’abolizione non solo del bonus, ma dell’intero sistema del numero programmato, definito “assolutamente incostituzionale e lesivo dei diritti degli studenti”.

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