notaio

L’identikit del notaio

Nell’ordinamento italiano, la figura del notaio è descritta nell’art. 1 della legge del 1913, n. 89 (la cosiddetta “legge notarile”), in cui si stabilisce che essa rappresenta un ufficiale pubblico, istituita per ricevere “gli atti tra vivi e di ultima volontà, attribuire loro pubblica fede, conservarne il deposito, rilasciarne le copie, i certificati e gli estratti”.

Diventare notaio significa allo stesso tempo essere un libero professionista che assicura la validità dei contratti tra le persone, attribuendo pubblica fede agli atti e sottoscrizioni stipulate in sua presenza.

La formazione

Il primo passo per diventare notaio, come le altre professioni legali, è il possesso della laurea in Giurisprudenza. Una volta in possesso del titolo sarà infatti possibile accedere un concorso nazionale, gestito direttamente dal Ministero della Giustizia e non dal Notariato, si svolge a Roma ed è composto da tre prove scritte ed una prova orale.

La normativa vigente prevede che venga indetto dal Ministero un concorso all’anno per diventare notaio, ma la particolare laboriosità delle correzioni e delle procedure ha tuttavia sempre condotto alla proroga di tali tempistiche: su tiene infatti nella pratica un concorso ogni 18 o 24 mesi.

Il superamento dell’esame per diventare notaio, tuttavia, è condizionato, come per le altre professioni legali, alla propria prestazione della durata di 18 mesi al problematico “praticantato“. L’esame per diventare notaio è preceduto da una fase di preselezione, regolata dalla legge n. 328 del 26 luglio 1995, in cui vengono sottoposte al candidato alcune domande scritte di argomenti pertinenti all’oggetto del concorso. I passi successivi per diventare notaio prevedono poi il superamento di una ulteriore prova scritta a carattere teorico-pratico, per concludersi con un esame orale sui temi del diritto commerciale e civile, le tasse sugli affari, l’ordinamento notarile e temi strettamente connessi.

Curiosità

La definizione di “notaio” deriva dal latino, notarius, una figura che risale al periodo della Repubblica romana con cui veniva designata una persona con funzioni nettamente differenti da quelle moderne: il notarius era infatti uno schiavo a cui veniva assegnato il compito di scrivere documenti in modo veloce e ricorrendo a  formule abbreviate.