la dieta mediterranea come antidoto alle malattie da smog

Dal 114° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) giunge la notizia che se si dimezzasse lo smog nelle nostre città ci sarebbero 6mila morti in meno ogni anno. In attesa che ciò si possa realizzare, uno studio condotto dall’Università Sapienza di Roma e dell’Università di Milano svela che la dieta mediterranea potrebbe rappresentare un prezioso antidoto alle malattie provocate dal sempre più massiccio inquinamento.

La ricerca ha dimostrato che le polveri sottili che costituiscono lo smog riducono di oltre il 50 per cento i livelli di vitamina E, coinvolta nell’eliminazione delle sostanze ossidanti nelle cellule, alzando invece quelli di proteine coinvolte nello stress ossidativo. A tal proposito, “un risvolto interessante – dichiara Francesco Violi, coordinatore del gruppo di ricerca dell’Università La Sapienza – è che una dieta ricca di antiossidanti come quella mediterranea può contrastarne i danni, aumentando il consumo di olio di oliva, pesce e verdura”. Per questo motivo è da considerare un ottimo antidoto alle tante malattie provocate dall’inquinamento.

A tali conclusioni si è giunti prendendo in esame cento lavoratori di un’acciaieria di Milano fortemente esposti a polveri sottili PM10 e PM5, a livelli non diversi da quelli che può respirare una persona, ad esempio, nel centro della Capitale. Grazie a questa ricerca, per la prima volta si è potuto vedere il meccanismo “che lega lo smog alle malattie cardiovascolari, perché lo stress ossidativo – aggiunge Violi – è una delle cause principali di questo tipo di patologie”. Ma, suggeriscono i dati raccolti, un buon antidoto a queste malattie può essere appunto la dieta mediterranea, perché ricca di quelle vitamine che servono a contrastare i danni da smog.

In ogni caso, però, ridurre il livello di smog delle nostre città deve rimanere l’obiettivo principale: “Basterebbe infatti ridurre di un terzo la quantità delle particelle di inquinamento più fini presenti nell’aria – spiega Pier Mannuccio Mannucci, co-coordinatore dello studio e direttore scientifico della Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano – per allungare l’aspettativa di vita media di un anno, che ci viene ‘rubato’ per colpa delle innumerevoli malattie croniche che lo smog contribuisce a provocare e peggiorare”. Ne guadagneremmo in salute, risparmiando almeno seimila morti l’anno, e in denaro, mettendo da parte per altri usi 10 miliardi di euro.