dibattito gelmini risorse università

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Si apre il dibattito dopo le dichiarazioni della Gelmini sulle risorse all’Università nel 2011 comparse sul quotidiano La Stampa il 23 agosto scorso. Alle sue parole, rassicuranti rispetto al futuro degli atenei pubblici, hanno risposto il senatore del Pd Ignazio Marino e il rettore dell’Università Sant’Anna di Pisa, Maria Chiara Carrozza, che sulle pagine dello stesso giornale hanno voluto rifare il punto sul problema delle risorse, urgente più che mai a inizio anno accademico.

“Se la buona volontà del ministro Gelmini si scontrerà contro il muro dell’intransigenza di Tremonti, a che cosa sarà servito il tentativo di riforma?”, così il senatore Marino che ha voluto esprimere soddisfazione per alcuni aspetti della riforma approvata al Senato a fine luglio, come la valutazione delle attività di docenti e ricercatori, la considerazione del merito, il sistema del peer-review per le pubblicazioni scientifiche. D’altra parte, ha spiegato il senatore, la riforma rischia di sopperire ai tagli. Se i fondi non ci sono, ha ricordato anche Marino “il nostro sistema universitario rimarrà ancora all’ultimo posto in Europa”.

Diversi i toni del rettore del Sant’Anna di Pisa, Maria Chiara Carrozza, che sulle pagine de La Stampa, è andata ancora più al sodo chiamando in causa il problema degli stupendi e chiedendosi cosa succederà in quegli atenei che non saranno nelle condizioni di poter pagare i propri dipendenti: “Si taglieranno in maniera uniforme e i ricercatori saranno penalizzati, in proporzione, più dei professori anziani. È questa la meritocrazia?”.

Questioni che rimangono aperte, già da tempo sottolineate dal mondo dell’università pubblica italiana in forte mobilitazione a maggio e a luglio, e che volente o nolente si troverà ad affrontare un inizio anno più faticoso del solito, proprio a causa della questione delle risorse. Proprio in coincidenza con l’inizio del nuovo anno accademico è previsto il verdetto della Camera sul disegno di legge di riforma universitaria approvato al Senato a fine luglio.