Rientro talenti

Rientri dall’estero per avviare un’attività economica o cercare lavoro in Italia? Il reddito che produrrai potrà essere in gran parte detassato fino alla fine del 2013. Lo prevede un decreto del ministero dell’Economia di attuazione di una legge bipartisan, che ha come primi firmatari il Pd Enrico Letta e il Pdl Stefano Saglia.

Il provvedimento per arginare la fuga dei cervelli è praticamente pronto: deve solo affrontare l’ultimo passaggio davanti alla Ragioneria dello Stato, che deve verificarne la copertura economica. A beneficiare delle agevolazioni una volta che il decreto sarà operativo, sono i nati dopo il primo gennaio 1969 che vengono assunti o diventano lavoratori autonomi domiciliati in Italia, con l’obbligo di acquisire anche la residenza entro tre mesi dall’inizio dell’attività lavorativa.

Ma non tutti gli emigranti under 42 potranno usufruire della defiscalizzazione. Bisogna aver acquisito un titolo accademico (anche post lauream) prima del 20 gennaio 2009, è necessario aver avuto residenza in Italia per almeno 24 mesi in passato, e poi aver risieduto fuori dall’Italia e dal proprio Paese d’origine almeno negli ultimi due anni, svolgendo attività di lavoro autonomo o dipendente.

La norma però riguarda anche chi abbia risieduto negli ultimi due anni all’estero per motivi di studio, conseguendovi una laurea o una specializzazione, sempre che in Italia rientri per svolgere attività autonoma o lavoro dipendente a tempo indeterminato.

Ad ogni modo, laurea di primo e secondo livello e titoli accademici post lauream sono i requisiti indispensabili per usufruire delle agevolazioni. Per i titoli conseguiti all’estero è necessario che rispettino i criteri di equipollenza imposti dalla legislazione europea. Il provvedimento esclude espressamente i lavoratori a tempo determinato di società o amministrazioni pubbliche italiane che svolgano attività all’estero.

Gli aventi diritto, dunque, fino al 31 dicembre 2013 godranno di sgravi così ripartiti: ci sarà una forte riduzione del prelievo Irpef o Ires. Sia per i lavoratori autonomi sia per i dipendenti, il reddito imponibile sarà del 20 per cento per le lavoratrici e del 30 per i lavoratori. Dunque, rispettivamente l’80 e il 70 per cento dei redditi maturati lavorando in Italia non sarà sottoposto a tassazione.