Studenti universitari

Il governo Monti, al termine del consiglio dei ministri convocato ieri, ha varato il decreto legge recante il titolo “Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni e sviluppo“. Il provvedimento contiene numerose novità anche per l’organizzazione e il miglior funzionamento delle università italiane e della ricerca scientifica “che – spiega una nota del ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca – allineano la pubblica amministrazione del nostro Paese alle migliori pratiche europee, rendendola più vicina alle esigenze dei cittadini e delle imprese”.

La prima novità riguarda il portale unico dell’offerta formativa, che conterrà l’offerta di tutti gli atenei italiani consentendo un raffronto tra i vari corsi di laurea, i servizi offerti e le borse di studio. “Questo consentirà agli studenti del nostro Paese e a quelli internazionali di confrontare le offerte. “In tal modo – ha dichiarato il ministro Profumo nel corso della conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri – ci collochiamo nella direzione dei migliori Paesi dal punto di vista della formazione e ci auguriamo che questa novità ci consenta di incrementare l’internazionalizzazione“. Il portale, creato e gestito a cura del Miur, sarà inizialmente in italiano e in inglese.

Altra novità di rilievo saranno le iscrizioni possibili esclusivamente on line, e la smaterializzazione dei libretti universitari, già realizzata in alcuni atenei, con conseguente risparmio di carta e di risorse. Così dall’anno accademico 2013-2014 la verbalizzazione e la registrazione degli esami di profitto e di laurea si effettuerà esclusivamente per via telematica.

Se sul fronte dell’abolizione del valore legale della laurea il governo ha deciso di non procedere e di avviare una consultazione pubblica, rilevanti sono invece le novità in materia di ricerca scientifica, settore per il quale il governo ha operato una profonda opera di semplificazione. “La legge 297 è abbastanza complicata” ha spiegato il ministro presentando i provvedimenti. Sul fronte della ricerca internazionale si è previsto che non ci sarà una doppia valutazione per i progetti di ricerca che già sono stati valutati e selezionati nell’ambito dei programmi quadro dell’Unione Europea o di accordi internazionali cofinanziati a seguito di bandi internazionali di ricerca. Per Profumo “questo semplifica le procedure, riduce i tempi e ci consente di adeguarci ai migliori standard di qualità in materia”.

Più snello anche l’iter dei progetti di ricerca in ambito industriale, per i quali è previsto che ci sia d’ora in poi un soggetto capofila a rappresentanza di imprese ed enti partecipanti nel rapporti con l’amministrazione che concede le agevolazioni. In materia di ricerca di base il decreto legge del governo ha destinato il 10 per cento del Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (First) a interventi in favore dei ricercatori di età inferiore a 40 anni. Inoltre, il provvedimento stabilisce la possibilità di sostenere senza ulteriori procedure di valutazione quei progetti che pur ritenuti meritevoli dall’Europa non ricevono finanziamenti.

Anche per gli stipendi dei ricercatori c’è una novità di rilievo: i ricercatori dipendenti di enti pubblici di ricerca e università possono andare in aspettativa e ricevere la retribuzione prevista dai progetti di ricerca finanziati. “Questo provvedimento va incontro all’esigenza di adeguare gli stipendi dei nostri ricercatori agli standard internazionali” ha spiegato Profumo.