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La riforma sul merito del ministro Profumo è arrivata in Consiglio dei ministri ma la disapprovazione è generale, da parte della politica, della Flc-Cgil e della Rete degli studenti.

Secondo decreto il merito riconoscerà agli studenti degli istituti superiori il diritto di borse di studio per l’immatricolazione all’università, agevolazioni fiscali del 30 per cento sulle tasse universitarie e corsi estivi gratuiti, oltre a riduzioni sulle tariffe dei bus e ingressi ai musei – con una vera e propria card “Io Merito”.

Una parte specifica poi è dedicata al merito nel sistema universitario, con nuove norme sui concorsi e sulla selezione e assunzione dei ricercatori in cui il segretario generale Flc Mimmo Pantaleo legge “logiche di ulteriore precarizzazione e discrezionalità nel reclutamento che alla fine penalizzeranno i giovani ricercatori”.

Pantaleo spiega ancora che il decreto Profumo si concentra solo sull’aspetto dell’incentivo alla competizione tra persone, ma anche tra istituti e atenei – considerando i premi di merito previsti per scuole e università stesse – tralasciando invece l’aspetto ben più essenziale della qualità dell’istruzione e soprattutto cancellando il diritto allo studio per tutti.

La riforma del merito nega ai giovani pari opportunità di partenza e fa arretrare di 50 anni il sistema educativo del Paese, continua il dirigente sindacale che conclude allarmato: “L’idea di premiare i migliori, lasciando indietro tutti gli altri, risponde a un’idea classista della scuola italiana. ”

Al no del sindacato segue quello della politica. Il Pd ha già avvertito che non voterà un modello di scuola competitiva e anche Pdl e Udc hanno definito il decreto del ministro Profumo “frettoloso e sbilanciato“.

Fino all’ex ministro Fioroni che disapprova esplicitamente la strada intrapresa: “L’Italia ha bisogno di una scuola di qualità per tutti e non di una scuola di élite per pochi con il rischio di abbandono per molti.”