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Un provvedimento che modifica il sistema di reclutamento per ottenere l’abilitazione nazionale ed essere chiamati ai ruoli di professore ordinario o associato: l’ha approvato ieri il Consiglio dei ministri, insieme a un decreto legislativo molto rigido che metterà sotto la lente di ingrandimento della valutazione sedi e corsi di studio universitari, che se non rispetteranno certi parametri saranno costretti a chiudere i battenti.

Molto elevati i requisiti per l’accesso al ruolo, che sarà operativo nella sua nuova veste dal prossimo ottobre. Il provvedimento, finalmente varato dopo una serie di stop del Consiglio di Stato, stabilisce che per ottenere l’abilitazione, che dura quattro anni, saranno indette ogni anno selezioni per ciascun settore e ciascuna fascia. Nel caso non si superi la prova si potrà riprovare soltanto dopo due anni.

Il punto di partenza per il giudizio dei candidati saranno gli indicatori sulla qualità scientifica e di ricerca messi a punto dal Consiglio universitario nazionale (Cun). Il decreto, secondo il ministro Gelmini, mira a ottenere un alto grado di competenza dei professori universitari. Il provvedimento attua le prescrizioni della legge 240/2010, in base alla quale gli idonei che si guadagneranno l’abilitazione per diventare docenti dovranno essere nominati a livello locale dalla maggioranza dei docenti del dipartimenti di cui entreranno a far parte.

Via libera sempre ieri anche a uno schema di decreto legislativo che disciplinerà l’introduzione di un sistema di accreditamento delle sedi e dei corsi universitari. Il decreto prevede una valutazione periodica per verificare l’efficienza e la qualità dei corsi, nonché il potenziamento di un sistema di autovalutazione interno a ogni ateneo. Il decreto prevede poi dei meccanismi premiali che saranno assegnati agli atenei virtuosi. Tra gli altri obiettivi l’attribuzione dei compiti di valutazione a un organismo indipendente esterno al ministero con personalità giuridica pubblica.

Sarà comunque l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario (Anvur) a riconoscere gli atenei più virtuosi e a dettare gli obiettivi da raggiungere in tutte le università. Il governo ha anche dato il via libera al ministero della Pubblica amministrazione per l’assunzione in ruolo di 67.000 lavoratori della scuola a partire dal primo settembre. Su questo punto il ministro Gelmini è stata criticata per aver dichiarato di voler assegnare metà dei posti in base alle graduatorie e l’altra metà attraverso concorsi che selezionino i più meritevoli a prescindere dall’esperienza maturata.