banda conservatorio

Il disegno di legge sulla valorizzazione del sistema dell’alta formazione e sulla specializzazione artistica e musicale è stato approvato, in prima lettura dall’aula del Senato, all’unanimità (261 voti favorevoli e un astenuto). Si tratta del tanto atteso provvedimento di riforma di accademie e conservatori che passa adesso all’esame della Camera.

Il testo del ddl equipara in sostanza i diritti e gli interessi degli studenti degli istituti italiani a quelli del resto d’Europa. La riforma va a riconoscere i titoli di studio rilasciati dalle accademie e dai conservatori in Italia, ed attua un percorso già intrapreso da buona parte dei Paesi del vecchio continente, con il sostegno di alcune organizzazioni internazionali.

Il ddl di riforma di conservatori e accademie ha riscosso consensi bipartisan, testimoniati dal voto di approvazione unanime dei senatori. La riforma ha come obiettivo prioritario quello di dare piena e completa attuazione alla legge n. 508 del 21 dicembre 1999, che fu introdotta al fine di equiparare le scuole di alta formazione artistica e musicale alle istituzioni accademiche. Il disegno di legge dà risposte concrete alle esigenze più pressanti nel settore dell’alta formazione artistica e musicale. Viene introdotta inoltre la possibilità di realizzare i Politecnici delle arti, dotati di autonomia statutaria e regolamentare.

Il relatore del provvedimento, il senatore del Pdl Franco Asciutti, mette in risalto la portata europea della nuova normativa, che vuole fornire una possibilità concreta agli studenti di trovare con maggiore facilità una occupazione in un altro Paese europeo. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il senatore del Pd Andrea Marcucci, il quale sottolinea l’equiparazione dei titoli conseguiti nella formazione artistica e musicale alle lauree nelle discipline umanistiche, per ciò che concerne l’accesso ai concorsi pubblici. L’esponente del centrosinistra chiosa auspicando l’approvazione di ulteriori riforme per l’istruzione, ma non a costo zero: “La scuola, l’università e la ricerca sono determinanti per la crescita”.

Nel ddl di riforma approvato al Senato non è stato tuttavia possibile decretare l’equiparazione anche dello status giuridico dei docenti di questi istituti a causa della mancanza di fondi a disposizione. La precedente condizione di subalternità dei titoli di studio rilasciati dalle accademie e dai conservatori avevano fatto nascere diverse proteste, al fine di ottenere l’equipollenza e un maggiore riconoscimento anche per ciò che concerne i finanziamenti.