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	<title>Commenti a: Consiglio di amministrazione, stato giuridico dei docenti e abilitazione: il disegno di legge Gelmini in 3 punti</title>
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	<description>Istruzione per l'uso</description>
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		<title>Di: Campanella Salvatore</title>
		<link>http://www.universita.it/ddl-gelmini-riforma-universita-in-3-punti/comment-page-1/#comment-1791</link>
		<dc:creator>Campanella Salvatore</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 10:41:29 +0000</pubDate>
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		<description>Una modesta opione sulla riforma con qualche riflessione.
La valutazione della ricerca pura si fonda sulla capacità della stessa di dare soluzione a problemi non ancora risolti; la valutazione della ricerca applicata si basa, invece, nell&#039;indicare, nel quadro del conosciuto, la migliore risposta ai quesiti che la società vive come problemi e che perciò si trasformano in una domanda che attende risposta.
Il ricercatore è colui che fa ricerca e la sua valutazione dipende ( o dovrebbe dipendere) unicamente dal frutto del suo lavoro che è appunto la ricerca come innanzi definita.
L&#039;insegnamento universitario consiste nel favorire l&#039;apprendimento ( istruzione) e nell&#039;indicare l&#039;utilizzo dell&#039;appreso (formazione); ne consegue che la valutazione dell&#039;insegnamento è funzione di due parametri:l&#039;istruzione e la formazione acquisita dall&#039;allievo, antrambi valutati dall&#039;insegnante attraverso l&#039;approvazione o la bocciatura.
La formazione e l&#039;istruzione si traducono nell&#039;allievo in competenze, capacità, comportamenti che sono valutati dai datori di lavoro e dalla società che così finisce per valutare gli inseganti.
L&#039;auspicato criterio valutativo delle singole università dovrebbe in qualche maniera tener conto, almeno nell&#039;avvio della ristrutturazione in corso della quale siamo grati al ministro ed al governo tutto, di quanto indicato orientandosi verso le singole persone più che verso le istituzioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una modesta opione sulla riforma con qualche riflessione.<br />
La valutazione della ricerca pura si fonda sulla capacità della stessa di dare soluzione a problemi non ancora risolti; la valutazione della ricerca applicata si basa, invece, nell&#8217;indicare, nel quadro del conosciuto, la migliore risposta ai quesiti che la società vive come problemi e che perciò si trasformano in una domanda che attende risposta.<br />
Il ricercatore è colui che fa ricerca e la sua valutazione dipende ( o dovrebbe dipendere) unicamente dal frutto del suo lavoro che è appunto la ricerca come innanzi definita.<br />
L&#8217;insegnamento universitario consiste nel favorire l&#8217;apprendimento ( istruzione) e nell&#8217;indicare l&#8217;utilizzo dell&#8217;appreso (formazione); ne consegue che la valutazione dell&#8217;insegnamento è funzione di due parametri:l&#8217;istruzione e la formazione acquisita dall&#8217;allievo, antrambi valutati dall&#8217;insegnante attraverso l&#8217;approvazione o la bocciatura.<br />
La formazione e l&#8217;istruzione si traducono nell&#8217;allievo in competenze, capacità, comportamenti che sono valutati dai datori di lavoro e dalla società che così finisce per valutare gli inseganti.<br />
L&#8217;auspicato criterio valutativo delle singole università dovrebbe in qualche maniera tener conto, almeno nell&#8217;avvio della ristrutturazione in corso della quale siamo grati al ministro ed al governo tutto, di quanto indicato orientandosi verso le singole persone più che verso le istituzioni.</p>
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		<title>Di: Floris U. Giovanni</title>
		<link>http://www.universita.it/ddl-gelmini-riforma-universita-in-3-punti/comment-page-1/#comment-896</link>
		<dc:creator>Floris U. Giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 08:04:00 +0000</pubDate>
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		<description>Una cosa che secondo me andrebbe meglio chiarita è la posizione dei singoli Corsi di Laurea. Sembrerebbe che i Dipartimenti interessati, riuniti in una struttura superiore, decidano della loro sorte. Ora, per rimanere nel conosciuto, il corso di laurea triennale di Scienze Naturali ha insegnamenti che dipendono da almeno 7 Dipartimenti. Ho paura a pensare che cosa ne verrà fuori se tutti e 7 devono trovare un accordo! Il Presidente del C.d.L. verrebbe nominato dal Direttore della superstruttura su una rosa di tre candidati. Ma come fanno a pensare cose così surreali?
Un cordiale saluto a tutti, Giovanni U. Floris</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una cosa che secondo me andrebbe meglio chiarita è la posizione dei singoli Corsi di Laurea. Sembrerebbe che i Dipartimenti interessati, riuniti in una struttura superiore, decidano della loro sorte. Ora, per rimanere nel conosciuto, il corso di laurea triennale di Scienze Naturali ha insegnamenti che dipendono da almeno 7 Dipartimenti. Ho paura a pensare che cosa ne verrà fuori se tutti e 7 devono trovare un accordo! Il Presidente del C.d.L. verrebbe nominato dal Direttore della superstruttura su una rosa di tre candidati. Ma come fanno a pensare cose così surreali?<br />
Un cordiale saluto a tutti, Giovanni U. Floris</p>
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		<title>Di: Giuseppe Fois</title>
		<link>http://www.universita.it/ddl-gelmini-riforma-universita-in-3-punti/comment-page-1/#comment-766</link>
		<dc:creator>Giuseppe Fois</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2009 12:55:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.universita.it/?p=1034#comment-766</guid>
		<description>Penso che una adeguata riforma universitaria debba necessariamente tener conto della esperienza storica dei tecnici universitari, soprattutto quelli della carriera dei &quot;tecnici laurati&quot;, ex curatori di Musei oggi accorpati in fantasmidiche denominazione EP1, EP2, EP3 ecc. ecc.
Il risparmio sualla docenza a mio avviso può passare anche sulla valorizzazione di queste figure che non hanno certo da invidiare ai ricercatori o altra figura di docente.
Molti insegnamenti, costosi, potrebbero essere ragionevolmente ridistribuiti tra questo tipo di personale a costo zero, dando una immagine dell&#039;università che deve insegnare le reali esperienze lavorative specie quando questa è stato effettuata nell&#039;Ateneo.


La riforma universitaria deve tener conto inoltre del patrimonio storico artistico e naturale degli atenei, dando allora giusta dignità alla figura degli ex curatori di Musei, Orti Botanici  ecc..
Questo per garantire una continuità impegnativa e professionale delle strutture sopracitate, non un fuggi fuggi, alla ricerca del posto di professore universitario a tutti i costi, con il risultato che queste strutture risentono spesso di questo problema.


FOIS GIUSEPPE 
DIPARTIMENTO DI SCIENZE BOTANICHE
ORTO BOTANICO
UNIVERSITA&#039; DI CAGLIARI</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che una adeguata riforma universitaria debba necessariamente tener conto della esperienza storica dei tecnici universitari, soprattutto quelli della carriera dei &#8220;tecnici laurati&#8221;, ex curatori di Musei oggi accorpati in fantasmidiche denominazione EP1, EP2, EP3 ecc. ecc.<br />
Il risparmio sualla docenza a mio avviso può passare anche sulla valorizzazione di queste figure che non hanno certo da invidiare ai ricercatori o altra figura di docente.<br />
Molti insegnamenti, costosi, potrebbero essere ragionevolmente ridistribuiti tra questo tipo di personale a costo zero, dando una immagine dell&#8217;università che deve insegnare le reali esperienze lavorative specie quando questa è stato effettuata nell&#8217;Ateneo.</p>
<p>La riforma universitaria deve tener conto inoltre del patrimonio storico artistico e naturale degli atenei, dando allora giusta dignità alla figura degli ex curatori di Musei, Orti Botanici  ecc..<br />
Questo per garantire una continuità impegnativa e professionale delle strutture sopracitate, non un fuggi fuggi, alla ricerca del posto di professore universitario a tutti i costi, con il risultato che queste strutture risentono spesso di questo problema.</p>
<p>FOIS GIUSEPPE<br />
DIPARTIMENTO DI SCIENZE BOTANICHE<br />
ORTO BOTANICO<br />
UNIVERSITA&#8217; DI CAGLIARI</p>
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