laureati dati annuario istat 2013

Il bicchiere è mezzo pieno: secondo i dati dell’ultimo Annuario statistico italiano elaborato dall’Istat, gli iscritti all’università sono sempre meno, ma il numero dei laureati cresce. L’analisi compiuta dall’istituto di statistica ha rivelato che i ragazzi che nel 2011 – l’anno preso in riferimento – hanno conseguito una laurea o un diploma universitario sono 299mila, diecimila in più rispetto alla rilevazione precedente, con un tasso percentuale in aumento del 3,4 per cento. Gli studenti immatricolatisi nell’anno accademico 2011/2012 sono, invece, quasi 279mila, circa 9.400 in meno rispetto al 2010/2011, con un calo del 3,3 per cento.

Stando sempre a quanto rilevato dall’Istat, rispetto all’anno accademico precedente, si nota un incremento di iscritti ai corsi a ciclo unico (+4,6 per cento), mentre sono rimaste più o meno stabili le iscrizioni ai corsi biennali (-0,4 per cento). Chi decide di immatricolarsi, sembra puntare maggiormente sui corsi di durata triennale (83,4 per cento), i restanti si orientano verso corsi di laurea specialistica/magistrale a ciclo unico. Di contro, dall’Annuario 2013 emerge un incremento di laureati proprio nel primo tipo di corsi (+17,7 per cento), come pure nei corsi biennali (+6,8 per cento), mentre si osserva un aumento più moderato nei corsi triennali (+2,1 per cento).

Per quanto riguarda l’inserimento dei laureati nel mondo del lavoro, l’Annuario Istat 2013 evidenzia che il tasso di disoccupazione tra i giovani di età compresa tra i 25 e i 29 anni è più alto (19 per cento) per i ‘dottori’ che non per coloro i quali si sono fermati al diploma (16,3 per cento), anche se – con l’aumentare dell’età – i ruoli si invertono e sono i laureati ad avere una percentuale di occupazione maggiore.

Secondo i dati dell’ultimo Annuario Istat, inoltre, a circa quattro anni dal conseguimento del titolo, nel 2011 lavorava il 69,4 per cento di chi ha conseguito una laurea a ciclo unico, il 69,3 per cento di chi ha frequentato corsi triennali e l’82,1 per cento dei dottori in corsi specialistici biennali. Sembra, quindi, che siano i primi ad avere più opportunità lavorative. In particolare, i laureati a ciclo unico con i tassi di occupazione più elevati sono quelli dei gruppi ingegneria, insegnamento e chimico-farmaceutico.

Al contrario, sempre secondo l’Annuario Istat, per coloro che hanno conseguito una laurea triennale, i più alti livelli di occupazione si registrano nei corsi che riguardano le professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche (oltre il 90 per cento), mentre i tassi più bassi (circa il 45 per cento) nei gruppi geo-biologico e giuridico. Infine, per chi ha conseguito una laurea specialistica biennale, i livelli più alti di occupazione si hanno nei gruppi difesa e sicurezza, medico, ingegneria ed economico-statistico, mentre il gruppo geo-biologico presenta la situazione più critica con solo il 55 per cento di occupati.