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Continua la “dieta dimagrante” per gli atenei, da ora ancora più rigida dopo la notizia del taglio del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) che porta le risorse per il 2010 a 7.206 milioni di euro, tagliando 279 milioni rispetto al 2009, quando il Governo, spiega Andrea Lenzi, presidente del Consiglio Universitario Nazionale (CUN), era riuscito a recuperare con lo scudo fiscale le risorse necessarie.

Adesso invece, dopo il dibattito pubblico sulle risorse, con una “sforbiciata” del 3,72%, gli atenei vedono ridursi una fetta molto importante del finanziamento primario, il che implicherà grossi problemi per il pagamento di docenti, ricercatori, personale amministrativo etc., e in alcuni casi anche per la sopravvivenza di alcune università.

“La situazione è molto grave“, allarma Lenzi, che  ha inviato al ministero un parere negativo sul taglio, che sarebbe stato comunicato con un netto ritardo rispetto alla programmazione delle attività. Il decreto del Ministero si pone inoltre nella tendenza opposta rispetto a quelli passati, in cui il FFO ha subito sempre variazioni incrementali, un aumento di 289 milioni nel 2008, 189 milioni nel 2007 e 105 milioni in più nel 2006. Ad aggravare il quadro c’è poi, prosegue Lenzi, la manovra finanziaria che per il 2011 prevede ulteriori tagli di “1 miliardo e 76 milioni per il 2011 e ancora di più per il 2012”.

Intanto le difficoltà per gli atenei si fanno sentire, soprattutto per alcuni saranno ancora più pesanti, considerando che il Ministero ha stabilito che la quota “premiale” del Fondo passerà dal 7% al 10%, un cifra che verrà distribuita in modo diseguale tra università più o meno virtuose.