Sede Crui Roma

A pochi giorni dall’incontro con i ministri Gelmini e Fitto, i rettori degli atenei del Sud e delle Isole si sono tornati a riunire venerdì 18 marzo presso la sede della Crui a Roma. Il consesso che “coordina” l’operato dei rettori italiani ha davanti una fase di rinnovo delle cariche. L’attuale presidente della Conferenza, il rettore della Statale di Milano Enrico Decleva, si accinge a cedere il testimone con alcune settimane di anticipo rispetto al termine naturale del suo mandato, che scade a giugno prossimo.

I 79 “capi” degli atenei aderenti alla Crui dovranno eleggere il nuovo presidente il prossimo 7 aprile, e per ora il candidato alla successione pare sia stato individuato nel rettore dell’Università della Tuscia, Marco Mancini, classe 1957. All’orizzonte non si intravedono candidature alternative, per cui ci sia aspetta un consenso largamente maggioritario per mancini e una ventina di schede bianche. L’incarico del nuovo presidente Crui sarà ad ogni modo di transizione: un paio d’anni fino all’approvazione dei nuovi statuti da parte delle università.

In vista di questa scadenza, i rettori degli atenei meridionali hanno stilato un documento in cui, alla luce dell’entrata in vigore della riforma Gelmini, auspicano un rilancio del sistema universitario e una riaffermazione dell’autonomia e del ruolo sociale delle università, anche con il contributo di “una rinnovata e più convinta ed autorevole azione della Crui”.

I rettori reclamano un regime di pari opportunità per tutti gli atenei e un’attenzione specifica al contesto in cui operano, come nel caso del Mezzogiorno, dove – spiegano – le università sono “penalizzate anche da un progressivo spostamento di funzioni e competenze, anche finanziarie, dal governo centrale al territorio”.

Le richieste però non restano sul generico. I “magnifici” riuniti a Roma hanno stilato un elenco di punti prioritari da realizzare in tempi brevi. Tra gli altri c’è la richiesta di istituire in seno alla Crui commissioni specifiche come quella sulle facoltà mediche e di un rilancio delle funzioni di rilevazione e analisi dei dati da parte della Conferenza.

Ancora, per i rettori del Sud è importante che ci sia un confronto costante con il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca sulla fase attuativa della 240/2010 e un’inversione di tendenza nella riduzione dei finanziamenti inaugurata con la legge 133/2008. Gli atenei che operano in contesti più poveri, rivendica la nota, dovrebbero ricevere una quota di finanziamento ordinario che tenga conto delle condizioni di reddito del territorio.

Il documento serve ai rettori del Sud come piattaforma sulla quale chiedere alla prossima guida della Crui, presidente e giunta, “l’espressa garanzia che le priorità indicate costituiscano parte integrante del loro programma e del loro impegno di governo“. E i candidati non potranno non tener conto che a firmarlo sono stati ben 16 rettori degli atenei di Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia.