Il ministro Profumo a rapporto dai rettori

Abilitazioni, finanziamenti e diritto allo studio, sono questi le questioni più urgenti portate ieri all’attenzione del ministro Francesco Profumo dall’assemblea della Crui. “È un momento complicato per il Paese, nel quale sarà necessario prendere decisioni spiacevoli – ha commentato il presidente della Crui Marco Mancini – Ciò non toglie che il sistema universitario è uno strumento fondamentale per la ripresa. Finora abbiamo pagato più di altri”.

Sotto il profilo normativo la conferenza dei rettori delle università italiane chiede in primo luogo una accelerazione nell’approvazione dei nuovi statuti per permettere agli Atenei di tornare a lavorare, una questione legata anche all’individuazione di modelli di gestione dell’offerta formativa, attualmente in bilico tra il modello basato sulle facoltà e quello in fieri basato su dipartimenti e scuole (come previsto dalla riforma Gelmini e dai nuovi statuti in approvazione).

Ma anche quello del “ricambio”, sembra essere uno dei temi più urgenti da affrontare attraverso le nuove abilitazioni al palo da tempo, che la Crui chiede di avviare prima possibile per consentire l’avanzamento a tutti quei giovani (e meno giovani) ricercatori “bloccati” ormai da anni. I rettori chiedono inoltre di avere voce in capitolo, attraverso un ruolo consultivo, sui decreti attuativi.

Un capitolo a parte è dedicato invece alla delicata questione finanziaria. Dopo la sentenza del Tar nei confronti dell’Università di Pavia, sono 33 gli atenei italiani che rischiano la condanna a un maxi-risarcimento per aver sforato in termini di tasse studentesche la quota del 20% del Ffo. Una situazione al limite del dissesto, che proprio oggi sarà all’ordine del giorno all’assemblea dei rettori. Non c’è da stupirsi dunque che la problematica dei finanziamenti sia tra quelle più caldeggiate nel colloquio con il ministro.

I rettori chiedono in questo senso una programmazione pluriennale dei fondi statali, rispetto alla quale sia possibile stabilire “soglie di guardia” al di sotto delle quali non sia più possibile scendere. Fondamentale anche l’assegnazione tempestiva del Ffo all’inizio dell’anno per poter conoscere in anticipo la cifra disposizione per le attività accademiche (e non, come avviene oggi, sapere quanti fondi si hanno sostanzialmente dopo averli già spesi). Anche il modello di finanziamento nel complesso va ripensato, secondo la Crui, tenendo conto di variabili sociali, territoriali e meritocratiche.

Sul fronte del diritto allo studio, infine, i rettori chiedono processi di finanziamento più certi (anche per l’edilizia scolastica) per poter dare maggiori certezze agli studenti meritevoli e privi di mezzi.