scontro crui anvur su nuovo sistema valutazione universita'

Cambia nuovamente la valutazione delle università. Tra le novità del prossimo anno accademico, è prevista l’entrata in vigore della valutazione periodica degli atenei da parte dell’Anvur, l’agenzia del MIUR, ma modalità e criteri del nuovo sistema sono tutt’altro che chiari. La Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) non ci sta e scrive una lettera di protesta. La contesa è aperta e si allarga a tematiche assai calde, dai tagli al blocco del turn over.

La recente presentazione del nuovo sistema di valutazione di università e corsi di laurea, che entrerà in vigore dal prossimo anno accademico, ha sollevato più di qualche malumore nel mondo accademico. A farsi portavoce del malessere di docenti e rettori dei nostri atenei è il presidente della CRUI, Stefano Paleari, in una lettera della lunghezza di ben 57 pagine. Quel che emerge? Una sofferenza assai più estesa da parte di un settore il cui futuro è nebuloso più che mai. “Questa è la goccia che ha superato l’orlo. In 4 anni abbiamo perso il 20 per cento dei finanziamenti, e ancora non sappiamo quali sono i fondi disponibili per quest’anno. Il turn over è ancora bloccato, abbiamo fatto uno sforzo gigantesco per sostenere il sistema della valutazione della ricerca, abbiamo accreditato tutti i nuovi corsi. Siamo sommersi dalla burocrazia“, spiega Paleari.

E mentre la CRUI chiede un tavolo di confronto, l’Anvur risponde al corposo documento. La valutazione nel prossimo anno accademico? Su base volontaria. A ricevere gli ispettori saranno meno di cinque università, che ne avranno fatto richiesta. Non si tratterà di una valutazione ex ante, come temuto dai rettori, ma “ex post proprio perché fatta con gli ispettori che nella loro visita controllano l’andamento della didattica di un percorso già iniziato”.

La querelle, però, sembra non finire. CRUI e Anvur non smettono di guardarsi con sospetto reciproco, e tutt’altro che definiti sono i poteri dell’agenzia del Miur. A spaventare di più i rettori? La burocrazia e i possibili ulteriori tagli legati appunto alla valutazione. Intanto, in settimana tre deputati PD hanno presentato un’interrogazione parlamentare al ministro Giannini, perché sospenda immediatamente le procedure valutative e le sottoponga a una revisione radicale.