crui tagli università 2010

crui tagli università 2010

500 milioni di euro per salvare dalla crisi gli atenei. Così la pensano i rettori italiani che giovedì si sono riuniti a Roma per l’assemblea nazionale della Crui.

Troppi i tagli previsti dal Governo per il 2010 alle Università: la Legge Finanziaria deve essere rivista, ha spiegato la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane nel documento finale.

I tagli previsti in Finanziaria, infatti, per la maggior parte degli atenei italiani significherebbero non riuscire neanche a pagare gli stipendi per l’ultimo trimestre dell’anno.

Per la Crui è indispensabile una marcia indietro da parte del Governo. In altre parole, per salvare dalla crisi le università statali ci sarà bisogno di almeno di 500 milioni di euro. Questa quota, stando a quanto spiegato dai rettori, servirà a coprire le spese di base e a consentire agli atenei un regolare svolgimento delle attività, dalla didattica alla ricerca.

“Al di sotto di tali cifre non è possibile scendere – si legge infatti nella mozione approvata dalla Conferenza dei rettori delle università italiane dello scorso 26 novembre – se non eliminando o compromettendo funzioni e servizi essenziali e determinando una caduta di qualità della didattica e della ricerca proprio nel momento in cui dovrebbero auspicabilmente entrare in vigore i nuovi sistemi di valutazione” continua il documento.

L’allarme, era già stato lanciato dal Rettore della Sapienza, Luigi Frati, che durante l’inaugurazione dell’anno accademico aveva parlato del rischio stipendi per il 2010. La proposta della Crui è stata quella di istituire dei fondi strutturali per le università. In questo modo ogni singolo ateneo potrà destinare questi fondi ai progetti che valuterà positivamente.