Cina, universita' indebitate

Nonostante in quel che fu il Celeste Impero spuntino come funghi nuovi campus, il panorama accademico cinese pare nascondere una situazione finanziaria non altrettanto florida. Forse proprio per il proliferare di strutture innovative e l’incremento del numero studenti di un sistema universitario in forte crescita e sempre più attrattivo sono alla base dell’indebitamento degli atenei. La maggior parte delle università cinesi sono in forte perdita per un debito complessivo del settore che al termine dello scorso anno ammontava a 40,69 miliardi di dollari, secondo una fonte ufficiale.

A condividere questo debito record sono oltre 1.100 università cinesi: un dilemma che nel corso degli anni è diventato comune a tutti i college del Paese, confessa ad una radio nazionale cinese Liu Liyun, direttore dell’istituto di ricerca dell’Ente nazionale per la revisione contabile. Un report molto simile, da parte di revisori nazionali, ha rivelato che la stessa situazione di indebitamento riguarda anche un buon numero di amministrazioni locali, esposte per oltre 1 “trilione” e mezzo.

Il motivo principale di questo indebitamento esponenziale del settore accademico? L’iperespansione delle università, dove le matricole crescono di anno in anno, e il ritmo serrato di costruzione di nuovi campus negli ultimi 10 anni, spiega Xiong Bingqi, vice presidente del 21st Century Education Research Institute. Molti college sono costretti a chiedere denaro in prestito ogni anno per onorare i debiti preesistenti, che ostacolano l’ulteriore sviluppo delle università. Da sole, le 40 università locali nella regione di Shaanxi, a Nord Ovest del Paese, hanno accumulato debiti per oltre 1 miliardo e mezzo di dollari nel 2009.

È venuto meno invece nei giorni scorsi il veto del vicino governo di Taiwan, che impediva agli studenti di nazionalità cinese di frequentare i propri corsi. Nei giorni scorsi oltre 1.200 studenti sono stati ammessi a frequentare le università taiwanesi, cui si aggiungono altri 200 posti di master e 28 ricercatori che frequenteranno un dottorato.