creato hamburger di carne artificiale

Sulle nostre tavole è in arrivo una rivoluzione: è stato, infatti, appena presentato il primo hamburger artificiale. Niente animali da macellare, la carne è stata ottenuta in laboratorio usando cellule staminali, grazie alle quali lo scienziato Mark Post dell’Università di Maastricht è riuscito a far crescere un tessuto di muscolo bovino.

Il primo hamburger di carne artificiale coltivata in laboratorio è stato presentato ieri in una cerimonia tenutasi presso un centro d’arte di Londra, aperta ai soli invitati, e durante la quale due volontari hanno potuto assaggiarlo. Certo, c’è da dire che due particolari non rendono per ora l’hamburger di staminali bovine particolarmente allettante. Primo, il fatto che si presenti come una polpetta tra il rosa pallido, il giallino e il grigio – da cui il soprannome che molti hanno già dato all’hamburger di Post: “Frankenburger”. Secondo, il prezzo: tra i 250 e i 300mila euro. Perché quest’hamburger è il risultato di anni e anni di ricerche ed esperimenti.

Quella della carne artificiale è un’idea che già Winston Churchill aveva in qualche modo predetto nel 1931, scrivendo che “fra 50 anni la smetteremo con l’assurdità di allevare un pollo intero per mangiarne solo il petto o le ali. Faremo crescere queste parti separatamente, con l’aiuto di un mezzo adatto”. Anche la Nasa ha tentato di produrre carne (di tacchino) artificiale per i propri astronauti. E Post non è l’unico scienziato a lavorare al progetto: sono una trentina i laboratori in tutto il mondo che si danno da fare per portare un giorno sulle nostre tavole bistecche prodotte in maniera incruenta.

La Peta, nota associazione animalista USA, nel 2008 aveva offerto un milione di dollari a chi per primo fosse stato in grado di creare un petto di pollo senza uccidere polli, ed è ovvio che molte associazioni di vegani siano tra i più accesi sostenitori della carne artificiale. E anche nomi celebri si sono spesi in questo senso, uno fra tutti, per esempio, Bill Gates.

La tecnica per la produzione di carne artificiale è tutt’altro che semplice. Per coltivare staminali a scopi alimentari vengono usate delle cellule precise, i miosatelliti, che vengono prelevate dai muscoli del collo delle mucche, messe in provetta, e fatte moltiplicare – un milione di volte – grazie a un fattore di crescita piuttosto difficile da ottenere: il siero del sangue di vitellini nell’utero della madre.

In un mese le staminali crescono fino a formare strisce muscolari lunghe 3 centimetri, larghe circa 1,5, ma spesse solo mezzo millimetro. Questo perché, non essendoci vasi sanguigni, ogni cellula deve stare a contatto col siero nutriente. Insomma, per il momento con questo metodo sarà possibile produrre solo hamburger, polpette e simili: se già sognavate una fiorentina di carne artificiale dovete arrendervi.