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L’Università della Tuscia si “tinge” di verde e si schiera dalla parte della sostenibilità. Il dipartimento per l’Innovazione dei sistemi biologici, agroalimentari e forestali ha istituito, infatti, cinque nuovi corsi di laurea a sostegno della green economy, cioè quel tipo di economia che, oltre ai benefici della produzione, considera anche i potenziali danni ambientali che ne possono derivare. Un’ottima notizia per gli studenti dell’ateneo viterbese, considerati i buoni segnali occupazionali offerti da questo settore.

Tre dei nuovi corsi di laurea dedicati alla green economy e alla sostenibilità istituiti dall’Università della Tuscia sono di I livello (triennali), mentre gli altri sono di II livello (biennali). Nel primo gruppo rientrano i corsi in Biotecnologie, in Tecnologie alimentari ed enologiche e in Scienze Forestali e ambientali. Le lauree magistrali, invece, sono quelle in Sicurezza e qualità agroalimentare e in Scienze forestali e ambientali. Il corso di laurea triennale in Tecnologie alimentari ed enologiche prevede due curricula differenti: uno in Industrie alimentari e l’altro in Viticoltura ed enologia.

L’accesso ai corsi di laurea riguardanti il settore della green economy è libero, lo precede solo un test di autovalutazione delle conoscenze degli studenti. C’è anche la possibilità di iscriversi on line, grazie alla digitalizzazione di molti servizi che l’Università della Tuscia offre ai propri iscritti. Inoltre, le conoscenze e le competenze garantite dai percorsi formativi potranno essere rafforzate attraverso la partecipazione a stage e tirocini presso aziende ed enti.

Le prospettive occupazionali per quanti scelgono questo tipo di percorsi, stando ai dati più recenti, sembrano essere buone. Negli ultimi dieci anni gli occupati nel settore enologico sono aumentati del 50 per cento, mentre le aziende del “green biotech” contano più di 10.000 addetti. L’anno scorso, invece, l’occupazione in ambito agricolo-forestale è aumentata del 6 per cento. Di certo, l’impatto della green economy sul mondo del lavoro è positivo come lo è quello sul mercato: le stime sul suo fatturato, infatti, si aggirano attorno ai 10 miliardi di euro e il comparto è in continua crescita. Secondo fonti diverse, tra una decina di anni si potrebbe passare da 100 mila a un milione di nuovi addetti operanti in questo settore. Nonostante ciò, la formazione universitaria finora offerta sembra non essere ancora sufficiente per sostenere questa grande “rivoluzione verde”.