Corea del Sud, protestano gli studenti

Tasse universitarie alle stelle, il problema non è soltanto inglese: anche in Corea del Sud gli studenti dei college sono scesi in piazza per chiedere a gran voce un taglio delle rette. Il presidente in carica tuttavia, a differenza del governo britannico, non ha innalzato il tetto massimo di prelievo fiscale per gli iscritti agli atenei, ma ha promesso (in campagna elettorale) che le tasse studentesche sarebbero state dimezzate.

Promesse non ancora mantenute, che la settimana scorsa hanno fatto scendere in piazza a Seoul studenti, gruppi di cittadini e politici dell’opposizione in una veglia serale alla luce delle candele per chiedere al governo di mantenere la parola data in materia. Il leader del partito governativo Grand National Party Hwang Woo-yea ha annunciato che il mese scorso che l’esecutivo ha tutta l’intenzione di portare avanti la politica delle “tasse dimezzate”. A differenza del piano originale, però, la nuova proposta prevede il taglio delle tasse solo per le famiglie meno abbienti.

Hwang ha dichiarato nelle scorse settimane che il governo valuterà nelle prossime settimane un piano per far fronte all’aumento stellare delle rette. La l’istruzione universitaria in Sud Corea è prevalentemente in mano ai privati (circa l’80%) che a fronte di un abbassamento delle imposte chiedono un aiuto finanziario statale. Allo stesso tempo, l’idea di diminuire le rette nelle università pubbliche crea timori negli altri atenei per il crescente divario dei costi di frequenza.

“È un fatto positivo che i comitati di cittadini e di studenti stiano discutendo in proposito – ha dichiarato il primo ministro Kim Hwang-sik – ma una protesta di massa non aiuterà a risolvere il problema in modo ragionevole, ci sono molti fattori da tenere in considerazione”. “Come me, molti studenti non possono permettersi le tasse e si devono indebitare – gli fa eco uno studente di Seoul (22 anni) -Sono sceso in piazza perché la situazione sta peggiorando”. Alla veglia delle scorse settimane hanno preso parte genitori e studenti da tutto il paese, secondo solo agli Stati Uniti per il livello delle rette universitarie (Oecd). Lo scorso anno frequentare un college privato costava l’equivalente di oltre 4.600 euro, più di 3.000 per uno pubblico.