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In vista del Summit mondiale sul clima, organizzato dalle Nazioni Unite per il prossimo dicembre, duemila scienziati esperti in climatologia si riuniranno all’Università di Copenaghen per confrontarsi sulle recenti ricerche riguardanti il cambiamento climatico e le possibili conseguenze sociali ed economiche correlate al riscaldamento globale.

Per evitare ogni sorta di condizionamento politico, gli scienziati si riuniranno al di fuori dell’IPCC,il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico, le cui ultime ricerche del 2007, risultano già superate a causa di un maggiore e preoccupante aumento delle temperature medie e del livello del mare.

Gli studi dell’IPCC erano infatti già stati criticati da parte della comunità scientifica internazionale, in disaccordo nello stabilire che l’aumento del livello del mare lo scorso secolo, fosse stato di soli 59 centimetri. Ricerche più recenti rivelano infatti cifre di gran lunga superiori, che mettono a repentaglio l’esistenza di nazioni insulari e regioni costiere.

I dati sono infatti allarmanti: se il taglio delle emissioni sarà ridotto di un punto percentuale entro il 2015, la temperatura in Europa aumenterà di 2,9 gradi.

Se invece dovessero venire rispettati i drastici tagli alle emissioni del 3% all’anno a partire dal 2015, le eventualità di non veder aumentare la temperatura di 2 gradi centigradi entro il 2050 sarebbero ridotte al 50%.