controlli sul pagamento delle tasse a La Sapienza

controlli sul pagamento delle tasse a La Sapienza

La tanto temuta razionalizzazione delle risorse negli atenei porterà a controlli più serrati sulle tasse degli studenti all’Università La Sapienza di Roma. Lo rende noto il rettore dello stesso ateneo.

Per non scaricare il peso dei tagli ai finanziamenti universitari previsti dal Governo sugli studenti, nell’Università romana si è infatti deciso di recuperare le perdite contributive combattendo l’evasione.

I controlli verteranno in particolare sulle dichiarazioni dell’ISEE. La dichiarazione della Situazione Economica Equivalente permette infatti agli studenti iscritti all’ateneo di usufruire di una agevolazione sulla seconda rata delle tasse universitarie, che varia sensibilmente a seconda del reddito dichiarato.

Il Cda dell’ateneo capitolino ha deliberato la volontà di potenziare il sistema dei controlli soprattutto sulle dichiarazioni che hanno dato la possibilità agli immatricolati di finire nelle fasce più basse (I, II e III fascia) e che possono usufruire di una maggiore riduzione delle tasse.

“La Sapienza conferma la centralità dello studente – spiega Luigi Frati, Rettore de La Sapienza a La Repubblica – attraverso una rimodulazione delle tasse che tutela soprattutto le classi di reddito medio-basse e garantisce il diritto allo studio. È per questo che l’università non aumenterà gli importi per i redditi fino a 66 mila euro, ma potenzierà i controlli sulle dichiarazioni per contrastare l’evasione”.

Un requisito indispensabile diverrà infatti la presentazione per gli studenti in fascia bassa del modulo redatto dal Caf, centro di assistenza fiscale in cui si dichiara la propria fascia di appartenenza.

Questa non è l’unica novità per gli studenti de La Sapienza, il Consiglio di amministrazione ha infatti appena ridefinito gli importi delle tasse per l’anno accademico 2010-2011, con il consenso unanime degli studenti della Commissione tasse.

Il nuovo piano prevede che le fasce Isee passeranno da 27 a 34, ma gli aumenti (da un minimo di 20 a un massimo di circa 400 euro) riguarderanno solo le fasce superiori alla 23esima (redditi superiori a 66 mila euro). Per le altre fasce, gli importi resteranno invariati.