Minerva la Sapienza

Minerva la Sapienza

Fischi, lanci di vernice rossa, cariche di alleggerimento urla e striscioni. È stata questa l’accoglienza riservata oggi al leader libico Muammar Gheddafi dall’Onda, movimento di protesta degli studenti universitari della Sapienza di Roma.

Il capo di Stato della Libia è stato invitato oggi dal rettore Luigi Frati per parlare alla Sapienza presso l’Aula Magna. Nel corso della mattinata 200 studenti hanno manifestato contro tale decisione e all’arrivo di Gheddafi ci sono stati scontri con le Forze dell’ordine.

Durante l’intervento del leader libico in Aula Magna gli studenti dell’Onda si sono riuniti in assemblea presso la facoltà di Lettere dell’ateneo.

Dure le parole di Gheddafi sul colonialismo, uno dei temi centrali del suo intervento: “Bisogna interrogarsi sulle cause” ha detto Gheddafi, riferendosi alla causa palestinese e alla questione delle vignette satiriche al profeta Maometto pubblicate in Danimarca.

Ai professori e agli studenti Gheddafi ha proposto di inserire nei testi scolastici di storia le pagine sul colonialismo italiano in Libia e sulle sofferenze inferte a ogni famiglia libica in quel periodo agli italiani.

Danni legati al colonialismo, il ‘diritto’ dei popoli che lo hanno subito a venire indennizzati ed i problemi legati al terrorismo i temi dell’intervento del leader libico.

Iniziato in ritardo di due ore sul programma, l’incontro alla Sapienza si è concluso in anticipo sui fischi degli studenti dell’Onda a cui è stata tolta la parola durante un intervento: “Volevamo denunciare le
politiche razziste dei respingimenti e del pacchetto sicurezza – dice Silvana, la studentessa di Medicina protagonista dell’accaduto – ma mi hanno impedito di parlare spegnendomi il microfono. Ora il rettore non dica che l’incontro era aperto al confronto”.