per il consiglio di stato test ammissione obbligtorio per trasferimenti dall'estero

Bypassare i test di ammissione per i corsi di laurea a numero chiuso iscrivendosi a un ateneo estero per poi chiedere il trasferimento in un’università italiana sembrava una speranza concreta per i molti studenti che ogni anno sono costretti a rinunciare al proprio sogno di diventare medici, dentisti, architetti o veterinari. Ma il Consiglio di Stato ha bocciato quest’ipotesi, affermando l’obbligatorietà del superamento delle prove di selezione.

Era stata una recente sentenza del Tar del Lazio a far intravedere l’apertura di questo spiraglio: il tribunale amministrativo aveva concesso l’iscrizione senza test di ammissione a una ragazza italiana che aveva frequentato i primi anni di corso in un’università albanese. Pareva che la strada potesse essere percorribile anche da altri, ma adesso dal Consiglio di Stato arriva la doccia fredda.

Una settimana fa la Sesta sezione del Consiglio di Stato si è infatti pronunciata in maniera opposta su un caso analogo, quello di uno giovane italiano che frequentava Odontoiatria in Romania e voleva continuare i propri studi in Italia, all’Università dell’Aquila. E che, vedendosi rifiutata l’iscrizione da parte dell’ateneo, si era rivolto ai giudici. I quali hanno stabilito che non ci si può iscrivere ad anni successivi al primo, dopo aver studiato in un’università estera, senza superare il test di ammissione.

Le motivazioni della decisione? Evitare il proliferare di simili comportamenti da parte di studenti furbetti. Così si legge nella sentenza: “se si consentisse l’iscrizione di studenti provenienti da università straniere, chiunque non abbia superato l’esame di ammissione potrebbe immatricolarsi presso un ateneo straniero e chiedere, l’anno successivo, il trasferimento presso un’università italiana. Gli effetti elusivi sarebbero evidenti, mettendo a rischio la stessa effettività della funzione selettiva e di programmazione”.

Insomma, i giudici del Consiglio di Stato hanno detto a chiare lettere che anche per i trasferimenti occorre passare attraverso il meccanismo dei test di ammissione e che non c’è alcun altro modo per accedere ai corsi di laurea a numero chiuso. Al bando, dunque, le scorciatoie legate all’estero. Chi spera ancora di aggirare l’accesso programmato adesso dovrà trovare un nuovo piano-B.