Rita Tranquilli Leali, rettore di Teramo

Interviene anche Confindustria sul fuoco incrociato di polemiche scattato nei giorni scorsi dopo le dichiarazioni del rettore dell’Università di Teramo, Rita Tranquilli Leali (nella foto). In un’intervista al Tempo il rettore teramano ha contestato gli effetti della proroga dell’esenzione delle tasse concessa agli studenti de L’Aquila a seguito degli eventi sismici del 2009. “Non capiamo per quale motivo si continui ancora ad aiutare la realtà aquilana, è l’ennesimo aiuto che i paesi del cratere e L’Aquila stessa ricevono”, avrebbe detto.

Dichiarazioni dalle quali gli studenti di Teramo, attraverso l’Udu, si sono affrettati a prendere le distanze. “Sarebbe più giusto se la Tranquilli Leali si preoccupasse maggiormente del suo ateneo” attaccano gli studenti, lamentando un aumento delle tasse a fronte di una diminuzione dei servizi ed esprimendo tutta la loro solidarietà agli studenti della città devastata dal terremoto.

Ma il rettore Tranquilli Leali non ha tardato a precisare le proprie affermazioni “Con sgomento leggo sulla stampa dichiarazioni e commenti che stravolgono la mia posizione“, e spiega meglio il concetto: perché gli studenti iscritti all’università dell’Aquila sono esentati dal pagamento delle rette, mentre gli studenti aquilani iscritti a Teramo – egualmente terremotati – non hanno questo tipo di facilitazioni?

A buttare acqua sul fuoco ci pensa Fabio Spinosa Pingue, presidente di Confindustria L’Aquila, che ribadisce la bontà della proroga dell’esenzione aquilana, senza nulla togliere alle ragioni di Teramo. E approfitta dalla querelle per rilanciare la proposta di un nuovo corso accademico per la regione: “Basta con i campanilismi, così piccoli da ridurci ormai al livello di un condominio”. La risposta secondo Spinosa Pingue “sta nella nascita di un polo universitario L’Aquila-Teramo, per vedere il terremoto come una grande opportunità per costruire il nuovo Abruzzo”.

Dalle parole ai fatti, Confindustria annuncia di voler programmare una serie di incontri con i due atenei e i soggetti del territorio per valutare il piano. Una nuova spinta verso la “federazione accademica” nel segno della razionalizzazione targata Gelmini? Non resta che attendere le reazioni alla proposta lanciata dagli industriali, ma l’idea di un accorpamento era già stata rispedita al mittente dal rettore di Teramo la scorsa primavera.